Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
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1943
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315
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Il Principe di Cari guai io, ecc. 315
della vostra rigenerazione. Fate che essa non vi colga impreparati. Avete dormito assai tempo il grave sonno della servitù, svegliatevi e ripigliate l'antico seggio frale nazioni. Uno sia in voi il desiderio, uno il consiglio, una la volontà come una sarà l'Italia nostra colle sante sue leggi. Sacrificate sull'altare della Patria ogni gelosia municipale. Veneziani, Genovesi, Bresciani, Veronesi, Piemontesi, Milanesi;... siate tutti Italiani, spogliatevi d'ogni rancore, né i vostri petti ardano d'altro odio che contro lo straniero non sia!
Nessuna nuova forma di reggimento civile, nessuna altra istituzione politica potrà mettere radici in Italia mai, fintanto che essa è contaminata dalla presenza dei barbari. Paurosi ed astuti essi aspirano da grande tempo a formare la loro stanza e a piantare la loro dominazione fra voi, ora palpandovi, ora minacciandovi, ora seminando la corruzione, ora afforestierandovi gli uni cogli altri, vogliono disunirvi e disuniti occuparvi; mostrano di temere per voi e tremano per se stessi; fingono di vegliare alla vostra tranquillità, ma la tranquillità ch'essi vogliono è la solitudine del deserto, e ruggono come bestie feroci sopra di voi e sopra i figli vostri, coglieranno essi ogni pretesto per precipitarvi ad una guerra d'Italiani contro Italiani, offriranno ai vostri re il loro braccio per sostenerli su quei troni cui tentano in segreto di abbattere. Tolga Dio cosi nefando delitto!!! Obbrobrio e maledizione su quelle bandiere italiane che comparissero sui campi di battaglia congiunte a quelle dei barbari; eterna infamia sulle baionette italiane, che si abbassassero contro petti italiani.
Siate dunque pronti a respingere colla forza la forza; preparatevi ad alzarvi aperti nemici contro gl'implacabili nemici vostri ed a purificare la bella terra dell'Italia dall'infame lor lezzo.
Quale s'ha più preziosa azione agli occhi di Dio di quella di liberare la Patria dal giogo straniero? Per quest'alta impresa riposano gloriosi ai piedi dell'Eterno i Gedeoni. La presente occasione è ordinata in cielo per la vostra salvezza. Voi siete tutti concordi nei principi d'unità della vostra augusta religione, d'una monarchia temperata dalle leggi, d* una savia libertà, d'un solo politico e civile consorzio per tutti voi che parlate una lingua sola, che avete in cuore le stesse passioni e gli stessi sentimenti, che siete insomma una sola schiatta, uno stesso sangue. Né vi può essere ostacolo alla grande opera, ove l'antica prudenza italiana sieda nei vostri consigli; essa vi guiderà nella nuova carriera, vi farà evitare gli scogli della licenza, ed insegnerà all'Europa, che lo spirito italiano sa venire a capo di ogni alto proposto, senza disonestarlo colla bassezza dei mezzi.
A premunirvi da questa sciagura non avete altra via che quella di raccogliere sopra un sol capo tutte le volontà, tutte le opinioni, tutte le vostre speranze, né questo Capo saprà mancarvi. Rivolgete gli occhi a quella terra bellicosa, che assidua ed esercitata nelle armi combatte da secoli contro ogni generazione di stranieri, né potrete d'altronde trarre più fausti e più sinceri auspici.
Regna sul quel trono un re, cui l'Italia é patria vera, un Re di generoso e leale cuore, che circondato da generosi guerrieri, può quando che sia apparire all'Italia come suo Redentore. Sorge accanto a lui un giovane Principe, ancor vostro e vostra tenera cura; Egli conosce l'Italia e l'ama per le sue sventure e l'Italia conosce ed ama Ini per la pietà ch'egli ne mostra.
Siano questi i vostri salvatori, a Italiani settentrionali, e siano vostra fida scorta nel travagli, che siete per incontrare. Sotto le loro bandiere ogni opera vostra sarà santificata al cospetto di Dio e delle Potenze della terra. Quali porte si serrerebbero in faccia ad esse ? Quale italiano negherebbe il seguirle ? con quale amore sarebbero