Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
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1943
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320
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320 Giuseppe Viezzoli
ancora regnante, non sarebbe stato perfettamente libero di far cono scere la sua volontà. Non approvava nessun mutamento ebe fosse stato fatto nel Regno e considerava ribelli coloro i quali avevano aderito o aderiranno ai sediziosi o si saranno arrogati o si arrogheranno di proclamare una Costituzione. l>
Il Binder così descrive la situazione dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele:
17 marzo. Da due giorni qui si lavora in favore della controrivoluzione. Pare che si siano messi d'accordo quei circoli militari che sono stati sorpresi dagli avvenimenti senza aver preso parte al complotto e quei cospiratori che sono malcontenti perchè la direzione è sfuggita loro di mano e vedono che senza un aiuto esterno la loro folle e criminale impresa non sarebbe riuscita.
Il principe stesso per paura o per imbarazzo sembra che abbia ascoltato le loro proposte e Gvfflenga sia di tale parere. Io lo credo sincero e gli altri prevedendo T impossibilità di condurre a termine la questione come s'erano proposti, preferiscono, terminarla senza intervento straniero.
Io ebbi due messaggi confidenziali del Prìncipe nella giornata di ieri. Nella mattana m'ha mandato l'incaricato d'affari inglese per dirmi, in risposta senza dubbio al messaggio orale, del quale io aveva incaricato il suo cameriere, ch'egli è dispiacente d'apprendere che io non mi creda qui in libertà, ch'egli disapprova le violenze che mi privano della libertà di comunicare col mio governo, che ciò non poteva essere imputato che agli scellerati che cominciarono le ostilità per proprio conto e sui quali non aveva alcun potere, ch'egli non faceva e non farà mai la guerra all'Austria, ch'egli mi offriva tutta la protezione per la PUR sicurezza personale e per la mia casa, ch'egli mi pregava d'accettare una guardia personale colla quale non temeva di compromettermi. Ora s'occupava di raccogliere tutte le truppe fedeli a Vercelli e ad Alessandria perchè sperava di tenerle a bada colla prospettiva di una spedizione contro le nostre provincie e voleva tratte nere le migliori e farle ritornare al dovere, facendo agire su di loro i capi dei quali era sicuro. Sino al ritorno del nuovo re e dopo l'accettazione della corona non si potevano annullare tutti i decreti della Reggenza che erano stati emanati con riserva dell'approvazione dì Carlo Felice.
Io pregai Mr. Percy di rispondere al Principe che un ministro che veniva privato della possibilità di comunicare col suo governo e che doveva rimanere in casa per non essere ingiuriato da miserabili, da scellerati (come è successo due volte al conte Kokor-sova) aveva il diritto di considerarsi prigioniero. Per quanto riguardava la mia sicurezza io non era inquieto e non accettavo la difesa personale ch'egli aveva la bontà d'offrirmi, che avrei mantenuto il segreto su quanto m'aveva comunicato a mezzo di Mr. Percy che s'offrì di fare da intermediario tra me ed il principe.
La mia risposta non soddisfece il Principe, poiché a sera venne il conte Maistre figlio di famiglia rispettabile o che ho conosciuto come un buonpensantc. Questi mi disse che il Principe desiderava che Bubna non interpretasse male le suo intenzioni nel momento che stava raccogliendo le sue troppe sulla nostra frontiera e che non agiva in modo ostile contro di noi*
0 Hofkorrespondenz 1821.