Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <321>
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H Principe di Cari gnu no. ecc. 321
Egli mi piegò per incarico di S. E. d'informare il generale e d'avvertirlo che il Principe si sarebbe portato a Novara per eseguire egli stesso il piano che m'aveva comunicato la mattina. Egli mi domandò s'io avessi qualche mezzo per appoggiare a Modena le reiterate pratiche che aveva fatto per sollecitare il ritorno del duca del Genevese.
Gli risposi ch'io non ne aveva e mi rifiutai d'intromettermi nei rapporti del Principe col duca. Aggiunsi che avrei informato il conte Bubna su quanto m'aveva mandato a dire il Principe se avrò i mezzi per comunicare con lui, lasciando al giudizio del generale il valore di questa comunicazione. Io gli dichiarai francamente che non mi fidavo per nulla della parola del Principe e che dopo la parte da lui sostenuta non si poteva credergli se non dopo aver dato garanzie positive.
Il conte de Maistre mi disse che se il Principe m'ingannava, egli stesso era ingan­nato da lui. Aggiunse che la sicurezza della via per Milano era stata ristabilita da ieri e che il mio corriere sarebbe passato senza difficoltà. Egli stesso aveva salvato uno che il conte Strassoldo m'aveva mandato, che sarebbe stato arrestato s'egli non lo avesse fatto ritornare a Milano.
Lo pregai di dire al Principe che avrei informato il conte Bubna ed aggiunsi che per quanto riguardava le ostitilità che si credeva che noi avremmo aperte, io era del parere che si sarebbero limitate a respingere quelle persone che potrebbero commet­tere contro di noi qualche atto ostile, che noi non crediamo alla guerra col Piemonte, perchè i nostri generali non avrebbero cominciata la guerra senza ordine e dichiara­zione della nostra Corte.
Sicuro che il corriere russo al quale è affidato il mio rapporto passera la fron­tiera, perchè s'ha l'interesse di farlo passare, io comunicherò al conte Bubna l'oggetto dei due messaggi del Principe. Se malgrado la sua assicurazione il corriere sarà fermato, m'è del tutto indifferente che il Principe conosca la mia opinione sul suo conto e che io non ho nascosto al suo incaricato. Se al contrario, come io non dubito, la mia lettera arriva, il conte Bubna non s'ingannerà sul valore delle comunicazioni.
Il conte de Mocenigo ambasciatore russo non vede che perfidia nei due messaggi del Principe, io vi scorgo paura e desiderio da parte dei consiglieri della Reggenza di terminare senza intervento straniero la crisi che essi hanno provocato e che oggi non possono dominare. Aggiungo ancora che il progetto del Carignano mi pare inattuabile, nel caso di un ritorno del Duca ed assolutamente impossibile se egli non ritorna. È vero che le truppe sono assai malcontente, e ch'esse desiderano il loro antico sovrano e si sono sbandate al grido di Viva il Re ! Il pubblico è in grande tristezza, la rivolu-zionc non ha più partigiani che nelle file dei giovani folli appartenenti olle prime famiglie del paese.
Non s'è trovato alcun rimedio per sanare il mole del paese ed io lo considero im­parabile s'esso è abbandonato ai propri mezzi. La cittadella di Torino s'è arresa ieri e si spera nel successo dell'impresa nel nuovo comandante.1)
Il Binder non mandò altari dispacci da Torino perchè il 20 fu co­stretto ad abbandonare la città; nel rapporto del 23, da Ginevra, abbiamo notizie precise di quanto era successo negli ultimi tre giorni della sua permanenza in citta.
>) 1. BINJERI, op. eli. la relazione del 17 è incompleta.