Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <325>
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Il Principe di Carignano, ecc. 325
La Tour per mettersi a capo delle truppe benpensanti e che dopo aver convocato per questo motivo i Vecchi ed i nuovi membri del Ministero per affidare loro la Reggenza, nessuno 1 aveva volato assumere, tutti lo avevano pregato di ritardare la partenza almeno sino all'arrivo del card. Morozzo mandato a Modena presso ìl re e che perciò entro due giorni avrebbe potato abbandonare Torino.
Una comunicazione di tale importanza non poteva rimaner segreta, perchè il latore della notizia, raccontò tutti i dettagli sulla causa di questo inatteso avveni­mento, che poteva se non giustificare, almeno spiegare la condotta del Principe.
Il conte De Geneys, dopo aver deliberato coi sindaci della città e col direttore generale di Polizia, decise di far conoscere la verità mediante un manifesto, perchè i genovesi durante tutto questo tempo erano rimasti calmi.
Da questo momento cominciò mi certo movimento a Genova, i diversi partiti politici cominciarono ad urtarsi e i partigiani dei costituzionali trovarono un forte appoggio negli studenti universitari, i quali fecero una larga propaganda in difesa della Costituzione di Spagna.
Quattro studenti si presentarono dal Governatore e chiesero spiegazioni sul muta­mento politico, dichiarando in nome dell'Università, ch'essi avrebbero difeso sino all'estremo il regime costituzionale ch'era stato largito. 11 governatore ordinò loro di ritirarsi, ma essi diffusero la notizia per la città. Alle 16 usci il Governatore accompa­gnato dai due aiutanti, fa accolto dalle grida di Viva il Governatore 1 Viva la Costitu­zione ! Giunto al Palazzo il governatore chiese che due cittadini, Balbi e Giustiniani, arringassero la folla per cannarla.
Una seconda deputazione di studenti si portò dal governatore, questi dichiarò loro ch'egli non poteva né dare né togliere la costituzione, che gli avvenimenti soli dovevano decidere e li invitò a ritirarsi. Ma invano.
Gli studenti disarmato il piccolo posto di guardia vicino Lucoli e alla Piazza dell' Annunziata, ritornarono coi fucili dinanzi al Palazzo del Governatore. La molti­tudine era armata, la guardia del Palazzo era molto debole e dovette ricorrere alla forza, il Palazzo venne bloccato. In questo si trovava il tenente Sommariva dei Dra­goni del Re, il quale promise che sarebbe andato nella caserma, e sarebbe ritornato con rinforzi; si fece largo in mezzo alla folla, ma dopo mezzodì fu riportato nel palazzo il suo berretto. Allora verso sera usci il col. De Villele che inosservato si portò in caserma e trovò i dragoni pronti per uscire. U Sommariva era stato ferito, ma era riuscito ad entrare nella caserme, e coi dragoni potè attaccare la folla che gettò le armi e così la piazza dei Banchi fu sgomberata dalla folla. Pattuglie di soldati percorsero la città e fu ristabilita la calma.
Il giorno seguente due cannoni furono posti sulla terrazza del Ponte Reale, i posti furono rinforzati e mandate le guardie per la città.
Il governatore fu informato che il Palazzo sarebbe stato attaccato, lo scontro avvenne presso la Piazza Banchi, essendo caduto un soldato il comandante della batte­ria del Ponte tirò due colpi di mitraglia, ci furono due morti*e dne feriti tra i soldati.
Intanto gli agenti rivoluzionari cominciarono o far della propaganda tra le truppe, il Governatore decise di portarsi nel Palazzo Ducale, consigliatosi con i generali Gay eonte Yvon e Bossi d'artiglieria, deciso di distribuire le forze armate nei vari punti della città. La popolazione ero esacerbata contro il Governatore perchè s'era diffusa la notizia ch'egli volesse consegnare la città agli austriaci.
Il 23 marzo egli fece chiamaro i sindaci della città, i membri della Camera di Commercio e il Primo Presidente per comunicare loro le suo decisioni cioè di