Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <327>
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n Prìncipe di CaHgnano, ecc, 327
gli ordini del re Carlo Felice* ordini che l'armata costituzionale aveva dichiarato di non poter riconoscere, perchè il re non aveva potuto darli liberamente trovandosi sotto l'influenza austriaca, contro la quale i piemontesi ora avevano preso le armi.
I rapporti tra Novara e il governo austriaco divenivano di porno in giorno più frequenti e su ciò non c'era più alcun mistero.
Il 4 aprile La Tour mise in marcia Tarmata per togliere ogni potere alla Giunta e ristabilire l'antica forma di governo.
Le truppe costituzionali d'Alessandria e di Voghera furono concentrate su Casale per opporsi al movimento del conte De La Tour. Esse erano poco numerose* la loro forza effettiva non uguagliava quella di Novara, poiché si deve osservare che dopo qualche tempo il governo aveva incontrato grandi difficoltà nel raccogliere questa armata, gli avvenimenti di Napoli avevano scoraggiato gli animi deboli e il partito della controrivoluzione aveva colto quest'occasione per far propaganda in mezzo ai soldati e agli ufficiali.
Il 5 aprile il coL Regis prese a Casale il comando in capo del corpo che era desti­nato ad arrestare la marcia del De La Tour. Questo corpo si componeva di 2700 fanti e 1080 cavalli, quattro pezzi d'artiglieria ed era al comando del maggiore Collegno.
II col. San'Michele la sera del 5 aprile lanciò una colonna sulla strada di Vercelli e sulla sinistra del Po per avere delle informazioni. Si seppe che De La Tour aveva dei posti verso Stroppiana e che sulla via verso Torino egli s'avanzava sino a San Germano
D 6 aprile verso le 10 il col. Regis mise il suo corpo in marcia in direzione di Vercelli su due colonne. La divisione San Michele segni a sinistra la strada per Riva, quella del col. Marzano s'avanzò sulla grande strada. All'avvicinarsi delle truppe costi­tuzionali De La Tour abbandonò Vercelli ed ordinò una ritirata generale al di là della Sesia ed occupò il Ponte.
Si era già alle porte di Vercelli, quando il gen. Belotti si presentò come parla­mentare di De La Tour agli avamposti costituzionali annunziando l'intenzione di venir a un accordo che avrebbe risparmiato la guerra civile* il generale desiderò parlare col col de Regis e perciò l'attendeva al villaggio di Borgo Vercelli sino alle 22. Chiese ed ottenne che hi marcia dei costituzionali fosse sospesa.
(Note marginali del Sardagna: D capo dei ribelli ha sempre detto che le truppe costituzionali erano 1012 mila, mentre a Torino tutti sanno che erano appena 5-6 mila. II gen. De La Tour ha avuto a Vercelli un colloquio con Lisio e San Michcle,egli dichiarò che non aveva i pieni poteri per assicurare un'amnistia in caso di sottomis­sione, consigliò loro d'abbandonare il Piemonte, essi col non aver voluto abbandonare una partita già perduta, avevano fatto entrare nel paese le truppe austriache).
Verso sera il col. de Regis con San Marzano e Lisio si trovarono al colloquio col generale De La Tour, ma Quest'ultimo non venne e il gen. Faverger che comandava la retroguardia non potè dare nessuna spiegazione.
Il 7 aprile il col. de Regia comincio ad avanzare, allora il gen. Belotti si presentò una seconda volta per impedire il movimento delle truppe costituzionali e propose un nuovo incontro a Graziosa al di là di Camcriauo, che fu anche accettato.
(Note marginali del Sardagna: Il conte De La Tour non si presentò a questo col­loquio perchè i capi invece di cessare l'avanzata del costituzionali, marciarono con tutte le colonne e ciò voleva significare che essi avevano intenzioni ostili).
Si avanzò n una sola colonna per la strada di Novara attendendo l'arrivo dei plenipotenziari cVerano stati annunziati. II carattere nobile e leale del col. Regis non considerò i negoziati proposti una scappatoia che gli avvenimenti posteriori misero