Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
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1943
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330
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330 Giuseppi' Viezzoli
U ministro austriaco Binder per ordine di Mettermeli si portò a Modena e da qui informò che 1* Imperatore aveva inviato una lettera a Carlo Felice, il quale rispose di non voler trattare colla rivoluzione.
Dopo la presa di Torino e d1 Alessan11ria non rimaneva che occupare Genova per preparare il ritorno dell'ordine legale nel paese. Cario Felice voleva mandare colà il generale Yenaneon, quando giunse a Modena una deputazione formata dell'arcivescovo, del presidente del Senato e del Tribunale commerciale per impedire che la città fosse occupata dalle truppe straniere. Il Re rimase meravigliato per le proposte della Deputazione, egli chiese un atto di semplice e pura sottomissione. Kgli non volle né trattare né transigere con nessuno. Durante il colloquio disse che egli non aveva che Dio per superiore. '1
Carlo Felice, appena le truppe piemontesi ebbero riocenpato Torino, istituì una commissione per giudicare i ribelli formata dal generale conte Robert presidente, e una seconda commissione per giudicare ufficiali e soldati e altre persone che avevano preso parte alla ribellione. Ma questa notizia aveva fatto pessima impressione anche a Mettermeli.
Secondo le informazioni di Binder a Modena si pensava
che Vittorio Emanuele I avrebbe ripreso i poteri perchè la rivoluzione aveva costretto il re ad abdicare ed egli l'aveva fatto per salvare la sua coscienza dinanzi a Dio. Carlo Felice invitò Vittorio Emanuele a ritornare a Torino e perciò era opportuno che i Principi Alleati presentassero una domanda a Vittorio* Emanuele, sino al suo ritorno Carlo Felice potrebbe esercitare la Reggenza.
Quale fosse l'opinione del Mettermeli sul Piemonte dal 1814 alla evacuazione del paese si legge nell'istruzione che manda al conte Rodolfo de Luetzow, ministro austriaco a Torino, il 18 settembre 1823. -*
Vi mando a Torino in un momento nel quale, l'occupazione del paese terminata, noi dobbiamo mantenere le nostre relazioni colla Corte.
La politica piemontese è stata sempre indecisa, ombrosa e sospettosa che 1 Austria nutrisse dei piani di conquista a sue spese e perciò il governo piemontese comunica i suoi sospetti ai principali gabinetti d'Europa. Nel 1816 il Piemonte accusa l'Austria a Pietroburgo, a Berlino, a Parigi e a Londra di voler occupare Alessandria quando Fiquebnont ricevette l'ordine di evacuare Alessandria, cosi pure al momento del viaggio di Francesco I in Italia nel 1819 per formare una Lega sotto la presidenza di questi, mentre durante il viaggio nulla fu trattato; nel 1820 si disse che noi volevamo chiedere la cessione di Tortona e d'Alessandria e mettere in questa ultima delle guarnigioni, ma Fiquclmont invece chiese al governo piemontese di conservare la tranquillità nel paese.
i) Binder, Modena, 13 aprile 1821. *) Sardaigne, cartella 42.