Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <344>
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344 Giuseppe Viezzolì
che dopo il gennaio sino all'aprile del 1821 ricevette molte lettere dal Piemonte che lo invitavano a Torino per poter discutere e giudicare.
Gonfalonieri raccontò che dopo esser ritornato dalla Toscana a Mi­lano il 12 gennaio 1821, arrivò Pecchio da Torino e gli disse, che si era alla vigilia della rivoluzione, che tutti i partiti s'erano riuniti in favore della Costituzione di Spagna, che il ministro Bardaxi era alla testa di questo partito e che il ministro di Francia aveva fatto il possibile perchè si accettasse quella di Francia ma non era riuscito.
Pecchio aveva parlato con molte persone, col Principe di Carignano, con GirHenga, con Di San Marzano, con Perrone, Collegno, avvocato del Pozzo, Cilavenca, Radice ed altri. Il Principe lo chiamò alla presenza di Collegno e gli disse: Io vi attendevo con impazienza per avere notizie da Milano. Ho ricevuto delle notizie contradditorie. Pecchio mi diede delle ampie assicurazioni, ma noi abbiamo bisogno di fatti e non di parole.
Il Principe chiese informazioni sui capi del Governo a Milano, sulle truppe austriache, disse che il tempo stringeva e che bisognava agire. Egli credeva nelle parole del Pecchio, ma che anche altre persone dovevano assicurarlo, tra questi il Confalonieri.
Prima di partire da Milano Pecchio si portò dal Principe di Cari­gnano e questi gli disse che se le intenzioni della Lombardia erano quelle che egli aveva esposto, era un bene. Pecchio disse che il Principe aveva desiderato la venuta di una deputazione lombarda che lo invi­tasse a venire in Lombardia.
Il Confalonieri continuò : Da ciò che mi disse il Pecchio, io non po­tevo pensare a una rivoluzione, ma ad un mutamento della forma di go­verno e che il Principe, i ministri, gli ufficiali e i generali lo approvassero. Seppi che il Principe durante una rivista militare avrebbe presentato al Re i desideri delle truppe e della nazione. Deposizione di Pallavicini;
Ci portammo a Cassole ove abbiamo parlato con DeLaToureSan Marzano, ci Lamio detto che non avevano forze sufficienti per invadere la Lombardia e che era necessario rivolgersi al Principe. De La Tour ci diede una lettera per lui; andammo a Torino. L'aiutante di campo ci presentò: Deputati di Milano. Egli ci promise di far marciare vento Milano un porco d'artiglieria e un reggimento di cavalleria, essendo disposto ad invadere la Lombardia.
Daiser, ministro austriaco ebbe un colloquio con Mocenigo, mini­stro russo a Torino, che ritornato da Padova, aveva avuto delle confi­denze da persona che non nominò su notizie che venivano lanciate nelle varie capitali d'Italia sulla politica dell'Austria in Piemonte e sulla questione Carignano. Da questi seppe (scrive al Mettermeli