Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <346>
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34d> Giuseppe Viagsoti
Più lardi i processi di Torino non hanno dato delle prove materiali contro 3 Prin­cipe, ma c'erano tante altre che parlavano della sua colpevolezza ed il re era tanto convinto che già pensava ad allontanarlo dal trono, assicurando la corona al figlio del principe mediante una sanzione Prammatica sotto la garanzia degli Alleati* Non ci fu fatta alcuna proposta da parte del re, poi queste notizie si divulgarono per le Corti e si disse che l'Austria aveva suggerito a Carlo Felice d'allontanare la famiglia Carignano per mettere sul trono quella di Modena.
Ma la questione Carignano non poteva essere risolta cosi alla leggera, perciò noi volemmo sapere, se egli era veramente colpevole, ma ci fu assicurato che non c'erano delle prove materiali.
Il re vuole conoscere l'opinione del governo austriaco prima di prendere una deci­sione. È un pericolo se sale al trono il principe, perchè il partito liberale rialzerà la testa. Siccome la sovranità degli stati sardi è assicurata nei due rami maschili di Sa­voia e SavoiaCarignano dall'art. 86 dell'atto del Congresso di Vienna, le Potenze fir­matarie non potranno assumere la responsabilità di mutare tale ordinamento, la Russia, la Prussia e l'Austria forse sì, ma non la Francia e l'Inghilterra.
Durante il movimento rivoluzionario nel Piemonte gli alleati decisero d'intervenire: la Francia dichiarò che sarebbe intervenuta, se i diritti del principe di Carignano fossero stati violati e contro tale opinione non c'è che la guerra.
L'Imperatore crede, che la questione si debba aggiornare sino alla riunione di Firenze nel prossimo settembre, sino allora il re avrà raccolto tutti i dati contro il principe e potrà discutere con l'Imperatore senza violare il diritto di legittimità di successione e ciò dovrà essere fatto mediante mi atto che allontani dal trono il principe, ma tale decisione sarà garantita dalle Potenze.
Il mezzo migliore per ottenere questa garanzia sarebbe, che il principe stesso rinunziasse al trono in favore del figlio e questo atto, presentato dal re e dal principe agli Alleati, sarebbe la base della Prammatica Sanzione.
Questo è soltanto un consiglio, faccia il re ciò che vuole, ma sarà più opportuno. procastinare la decisione sino all'epoca del congresso.
L'Imperatore V'incarica di portarvi a Torino e di dar lettura del presente dispaccio al re. ')
Bubna colla scusa di visitare le fortificazioni venne a Torino per non destare dei sospetti: l'8 marzo ebbe un colloquio col Re e così scrìsse al Mettermeli:
Il re accetta le idee dell'Imperatore in tutti i dettagli, disse che non ci sono dei documenti comprovanti la colpevolezza del principe, ma ciò è sufficiente per stabilire. che egli non è degno di salire al trono. Però appena si saprà che Carlo Felice s'occupa della questione e che le Potenze Alleate non sono d'accordo con lui, ci saranno delle discussioni.
La corruzione, la mancanza di carattere e l'immoralità del principe era conosciuta prima della rivoluzione, ed ora egli non sarà migliore. lire ha detto il male che ha fatto il principe nella sua famiglia e s'è inimicato anche l'ex-regina Maria Teresa. Egli non nutre odio alcuno contro dì lui, ma deve pensare per il bene del paese; è malvisto da
>) Mettendoli a Bubna, 16 febbraio 1822.