Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <351>
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// Principe dì Carignano. ecc. 351
credeva obbligato in coscienza di considerare se non era di stretto suo dovere, come sovrano, d'allontanare dalla successione al trono un prin­cipe che aveva cospirato contro il suo sovrano e contro la sua patria. Si /assicuravano la corona al di lui figlio e i diritti della casa Savoia-Cari-gnano alla successione del trono di Sardegna mediante una Sanzione Prammatica, posta sotto la garanzia delle Potenze alleate, e non si com­prometteva la tranquillità interna del Piemonte, quella dell'Italia e ,d'Europa intera lasciando arrivare al trono un principe, che s'era reso indegno e che aveva provato, per mancanza di carattere e di energia, ch'egli sarebbe il balocco dei faziosi e dei rivoluzionari di tutta l'Europa: il Re desiderava infine conoscere l'opinione personale dell'Imperatore su questa importante questione; egli dava un alto valore ai consigli, che S. M. imperiale credesse di potersi permettere di dargli.
Queste proposte del conte di Pralormo non sorpresero né V Impe­ratore né il suo gabinetto; s'è visto che da lungo tempo essi erano pre­parati, che avevano dedicato, fin da principio, a questa importante questione, tutta l'attenzione, ch'essa richiedeva, vedevano i pericoli dì saperla agitata in un momento in cui le cure degli alleati dovevano tendere costantemente a prevenire, od a rimuovere ogni e qualunque complicazione politica. L'Austria non aveva neppure esitato a pronun­ciarsi contro questo progetto, prima di essere interpellata. Il gabinetto di Vienna credette di dover rispondere alle proposte confidenziali del conte di Pralormo in questo senso.
La risposta fu conforme in ogni punto ai principi enunciati in questa Memoria:
Noi ci appigliammo particolarmente a provare a questo ministro che, pur condi­videndo l'opinione del re suo signore su torti reali, di coi il principe di Carignano s'era reso colpevole, e sulla parte attiva, ch'egli aveva preso alla rivoluzione noi trovammo nei principi immutabili, che servono di base ai governi monarchici è nelle stipulazioni il eli* Atto del Congresso, difficoltà insormontabili, per ammettere il progetto del re di privare il principe di Carignano. L'ammissione parziale di quel progetto presentava jjei pericoli incalcolabili per la tranquillità d'Europa, essa certamente affretterebbe la catastrofe, che il re desiderava prevenire; che a noi dunque pareva che dal momento ch'era impossibile di lusingarsi di vedere ammesso questo progetto dalle Potenze Fir­matarie dell'Atto del Congresso, sarebbe più. saggio il rinunzia* vi, a meno che il principe di Carignano non si decidesse spontoneamente e liberamente alare la cessione dei suoi diritti al Principe suo figlio n che questo atto di cessione volontaria, presentato da questo principe al te e da questi alle Potenze Alleate, divenisse la base della Prammarica Sanzione, che assicurerebbe la corona al figlio del principe di Carignano. Questo mezzo era ai nostri occhi l'unico giustificabile in principio; ma che non era verosimile che il principe di Carignano fosse disposto a prestarsi liberamente a questa cessione. L'Im­peratore dopo do credeva che sarebbe stato più saggio d'aggiornare la questione sino