Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <352>
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352 Giuseppe Viezzolì
alla prosimi! riunione dei sovrani, considerato eh* essa offrirebbe al re un'ottima occa*" *ione di prenderla in esame con loro e che* se la si fosse discassa prima, si sarebbero fornite armi ai faziosi per preparare nuovi torbidi in Piemonte e per mantenervi lo spirito di partito.
U conte di Pralormo domandò di fax pervenire direttamente al He questa risposta del gabinetto di Vienna per mezzo di tino dei suoi agenti di fiducia ed il conte di Bubua. ricevette dall'Imperatore l'ordine di approfittare del primo viaggio, a Torino,
per fare conoscere al re i differenti aspetti, sotto i q unii S. M. I. riguardava l'im­portante questione. S. M. Sarda pur riconoscendo le difficoltà, ch'essa presentava ed i vantaggi che potevano esservi ad aggiornare la decisione sino all'epoca della riunione non si mostrò interamente soddisfatta dell'opinione da noi enunciata. Egli credette scoprirvi l'intenzione di sottoporla personalmente, come altresì il principe di Carignano, a un aeropago dei Sovrani, che si sarebbe pronunziato.
Noi siamo fin anco portati a credere che il re non abbia compreso, come noi avrem­mo desiderato, il vero senso dei consigli dell' Imperatore, o che forse S. M. s'era lusin­gata che noi saremmo disposti a prendere a questo riguardo l'iniziativa di fronte agli Alleati. Ida la saggia riserva, nella quale noi abbiamo potuto mantenerci, ha già fortu­natamente posto il re nella necessità di rinunziare a questa speranza e di astenersi da qualunque passo ulteriore sino al momento della riunione. Ciò era appunto quello che noi desideravamo.
Una delle questioni di cui i Sovrani alleati' ed i loro Gabinetti saranno chiamati ad occuparsi durante la prossima riunione, è quella che concerne il principe di Cari­gnano. Questo giovane principe, per conseguenza inevitabile della parte, ch'egli ha rappresentato in Piemonte durante l'ultima rivoluzione, si trova posto in una situa­zione egualmente falsa tanto di fronte al re Carlo Felice suo sovrano, che rispetto ai popoli ch'egli è chiamato a governare un giorno e ah" Europa intera. Nel momento in cui i Gabinetti dei sovrani alleati stanno per riunirsi per occuparsi dei mezzi per conso­lidare la tranquillità e la calma in Europa e più particolarmente in Italia, sembra impossibile ch'essi considerino con indifferenza questa situazione incerta e compro­mettente del principe di Carignano e ch'essi non sentano la necessità di mettervi un termine, siccome essa contribuisce a mantenere l'agitazione degli spiriti in Italia e specialmente nel Piemonte.
Si può d'altronde calcolare con certezza che, se anche per un sentimento di deli­catezza i Gabinetti credessero di non dover toccare la questione, essa sarà senza dubbio presentata dal re Carlo Felice, il quale sembra avere la ferma intenzione di provocare a questo riguardo una decisione da parte dei Sovrani Alleati e dei loro Gabinetti. E dunque necessario di prepararvisi cominciando dal rendersi conto, con una severa imparzialità, dei fatti e dei principi sui quali si potrà motivare la propria opinione, se ci dovremo pronunciare sopra un argomento COBI grave. Tale è il fine che noi ci proponiamo in questa Memoria.
Non esìste oggi più alcun dubbio che il principe dì Cnrignauo non sia stato infor­mato in segreto della rivoluzione militare, che abbiamo visto scoppiare in Piemonte ne' primi giorni del meBe di marzo 1821. Prove irrefutabili Bono contro di lui; e se anche il libro di Santa Rosa non l'avesse denunziato all'Europa intera, nessuno, io credo, si permetterebbe di dubitarne.