Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <355>
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fi Prinaip* di Cari gnu no. ecc. 355
La presente Memoria racchiude tutto il pensiero dell'Imparai nre su questa deli* cala questione.
Egli desidera che il suo augusto amico l'Imperatore Alessandra voglia prestarvi la più seria attenzione e che, dopo averla profondamente meditata. Esso si unisca fran­camente a lui per aiutarlo a prevenire una complicazione facile a prevedere, se il Prin­cipe salendo al trono, fosse abbandonato ali* influenza dei rivoluzionari, le cui conse­guenze inevitabili comprometterebbero infallibilmente la tranquillità interna della Italia e con essa quella dell'Europa intera.
Al Congresso di Verona, ottobre-dicembre 1822, fu convenuto su proposta di Mettermeli: udita l'esposizione del conte di Pralormo, che il Principe di Carignano dovesse obbligarsi mediante una dichiarazione scritta di mantenere le basi fondamentali e le forme organiche della monarchia tali e quali avrebbe trovate salendo al trono. Metternich si fece un vanto d'aver risolta la questione carioalbertina e d'aver fatto riconoscere i diritti ereditari del ramo Savoia-Carignano. Nell'Istruzione al conte Rodolfo de Luetzow, 18 settembre 1823, egli scrive:
A Verona Carlo Felice ha evitato di trattare la questione di fronte agli alleati, i quali per cortesia non ne presero l'iniziativa e l'Austria fu accusata di volo: mettere sul trono del Piemonte, la duchessa di Modena, figlia di Vittorio Emanuele 1. All'ul­timo momento io mi decisi d'interpellare il Re che si dichiarò disposto ad entrare nelle mie vedute e a richiamare il Principe a Torino. Gli ha permesso di prendere parte alla campagna di Spagna per fornirgli l'occasione di far dimenticare mediante la sua con-dotta i suoi torti. Sino ad ora non s'è esternato sull'avvenire del Principe ed ancora non sappiamo, se dopo la campagna lo inviterà a Torino. E meglio che il Re lo faccia spontaneamente, perchè poi dovrebbe cedere alle istanze della Francia alle quali gli alleati dovrebbero unirsi. Leutzow osserverà cosa succede a Torino, al momento del ritorno del Principe, però egli non tratterà la questione col Re né col suo ministero, non parlerà 'della passata condotta del Carignano e qualunque cosa il governo sardo eli avesse a dire, si chiuderà in un diplomatico silenzio.J)
Dopo la campagna di Spagna Carlo Alberto si portò a Parigi e qui firmò alla presenza del marchese Carlo Emanuele Alfieri, ministro sardo, la dichiarazione in virtù della quale appena salito al trono avrebbe istituito il Consiglio di Stato per mantenere e tutelare le forme orga­niche della monarchia. Alla morte dell'exre Vittorio Emanuele I, 10 gennaio 1824, fu richiamato a Torino, ove arrivò il 7 febbraio dopo esser sfato a Firenze per prendere la moglie e i figli.
Per ordine del Re egli dovette congedare tutta la sua Casa, perché c'era qualche ufficiale ohe non andava a genio al Re. La riconciliazione fu soltanto politica, fu una concessione fatta dal Re agli Alleati e un
') M/rttcrnicli a Luetzow, 18 settembre 1823.