Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEGNA
anno <1943>   pagina <360>
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Giuseppe Viezsoii
vedrete il Piemonte difende le medesime argomentazioni dell'Austria; per noi ogni mutamento alla successione sarebbe un crimine* perciò noi dobbiamo respingere questa asserzione del governo francese.
De La Tour al marchese La Tour du Pin, ambasciatore francese a Torino, 26 luglio. Due questioni abbiamo discusso durante il nostro colloquio:
I) il sospetto dell'esistenza di un trattato d'alleanza austro-sardo;
II) un'alleanza federativa di tutti gli stati italiani.
Non solo oggi ma anche in varie occasioni abbiamo parlato di tali argomenti, poiché già prima il governo francese ha avuto dei sospetti contro di noi. Io sono stato incaricato di darVi l'assicurazione che tutto ciò non è vero. Anche l'ambasciatore sardo a Parigi, Alfieri, ha smentito tali notizie. Il Re può concludere quelle alleanze che crede opportuno, essendo sovrano di uno stato indipendente, e può dare o rifiutare quelle spiegazioni che gli vengono chieste da un altro stato, e quando un ministro ed un ambasciatore parlano in nome del Re. questo può bastare e bastò sino ad oggi. Vi posso assicurare che dal Congresso di Vienna non ci fu alcuna alleanza tra l'Austria e la Sarde­gna, ed il viaggio del Re di Sardegna a Napoli non ha alcun carattere politico, né si può parlare di "un'alleanza tra i vari stati d'Italia.
L'altra questione della quale abbiamo parlato è quella concernente la successione al trono; si accusa il nostro Re di voler concedere la Corona al duca di Modena e cosi privare dell'eredità la famiglia SavoiaCarignano. L'idea è assurda, il Re di Sardegna mediterebbe un suicidio e lo scettro che la Casa possiede da otto secoli sarebbe cosi spezzato dal Re, ma i diritti del Principe di Carignano si basano sul diritto di nascita come Principe reale e sulle decisioni del Congresso di Vienna, contemplate nel­l'art. 86.
La Francia e l'Austria non sono state le sole Potenze intervenute in questa adu­nanza, tra le altre era l'Inghilterra, la Russia, la Prussia, perciò per fare un mutamento si dovrebbe avere il concorso di tutte le Potenze. Questo stato di cose dà occasione aOà Francia di rivolgersi alle altre Corti, se in Sardegna si fa un mutamento. I gior­nalisti sogliono inventare delle favole per procurarsi dei lettori e il governo francese crede a queste favole.
Le due lettere furono mandate dal Senfft al Mettermeli il 28 lu­glio 1829. L'incaricato d'affari sardo a Parigi, De Vignet, informò in questo tempo del colloquio avuto col conte Apponyi sull'incontro Laval-Metternicn. l>
Non erano passate che poche settimane dallo scoppio della rivolu­zione di luglio che il Principe chiese allo zio di poter andar a combattere in difesa di Carlo X colle truppe austriache, perciò fu informato Metter­meli, il quale gli promise di nominarlo proprietario di un reggimento austriaco.
Carlo Alberto aveva parlato a Senfft delle prospettive di una guerra contro la Francia e in tale occasione espresse il desiderio di fare la guerra nell'Armata austriaca: Io non voglio essere adibito al Quartier Generale,
1) Vedi VAYKA, Leggenda d'una corona. Carlo Alberto e le perfidie austriache* Torino, Rome, 1896, p. 232.