Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1943>   pagina <365>
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Alessandro Poerio e Giuseppe Montanelli 365
nel quale tu mi dirai se hai ricevuta l'altra mia di congratulazione della tua gioia dome­stica, e nella quale ti diceva che il soggetto del Colombo, del Canova e del Botta, e del Belzoni erano a disposizione di quelle cortesi persone che ti si erano offerte per donarmi dei versù Abbraccia Carlo, saluta la Mamma e la Sorella, e Addio.
il tuo Amico Scornio 5 9bw 1844. Niccolò Puccini.
Troverai in questo corso di posta gli atti del 4.* Anno della mia Festa delle Spighe. - Leggi massimamente i rapporti dell'Ab. Lambruschini, e del Dott. Grossi.
A. Poerio a N. Puccini
xeni.
Napoli 12 Novembre 1844. Carissimo Niccolò,
Ieri mi giunse la tua del di 5 con.0 mese. Mentre tu mi scrivevi, l'Arno traboccava. Ho letto con vivo dolore ne* giornali la descrizione della terribile piena.
Io mi proponeva per l'appunto di scriverti per farti sapere che la Sig.ra Guacci Nobile ha assunto l'incarico di trattare il Colombo, uno de' subbietti da te dati, Saverio Baldacchini il Canova, e mio cognato Imbriani il Belzoni. Il tempo da te asse­gnato è troppo breve, e non potrò rimetterti i compommenti dentro quest'anno, ma fermamente spero essere in grado di farlo nel corso del Gennajo 1845. Bella la sentenza del Giordani che tu trascrivi, e già la paura è per sé stessa principio di depravazione, e, come la f. in.1) di mio padre soleva dire, la corrompitrice del mondo. Resta inteso che Bista avrà la bontà di dar le ultime cure a' miei poveri versi. Sento di giorno in giorno la difficoltà di scrivere cosa tollerabile in poesia, e forse mi ritrarrò del tutto da un'arte, alla quale troppo più in alto ingegno si richiede che non è il mio. Quei versi furono scritti a tua richiesta, e per nessun altro mi sarei indotto a trattare un così malagevole argomento, e con essi ho soddisfatto all'amicizia e non già aspirato a lodo d'ingegno.
La mia buona madre si va lentamente riavendo sotto una stretta cura che du­rerà tutto il verno. Io sto meglio de' nervi, l'aria saluberrima di Portici, dove passo il più del mio tempo, avendo fatto cessare quel singhiozzo così diuturno e così molesto.
Non ho ponto ricevuto gli atti che dici di avermi mandato della festa delle Spi­ghe, ma soltanto il rapporto del Lambruschini a* Georgofili, che ho letto con piacer sommo. Godo che il valentuomo (tutto candore e bontà) renda giustizia all'altezza e rettitudine delle tue intenzioni ed in generale all'ordinamento della festa da te istituita, e le sue lodi sono tanto maggiormente da valutare, in quanto che liberamente dice dove e come da te dissenta in certi particolari. E tu che sei mosso non da volgare va­nità, ma da retto e santo amore del buono e del vero, accoglierai, eredo, le osservazioni
di qui a dieci anni? E risponde: vuoto d'ogni sapere, d'ogni virtù; nel buio ohe va addensandosi dì boreali metafisiche perduto ogni giudizio di bello e brutto, di vero e falso, di bene e male; dal prosperar de* tristi spento il colore dell'onesto, ebandita' la vergogna delle turpezze; la ragiona mutiti non come adesso per paura, ma per depra*
va zi ori e p. 154.
i) Cioè: felice memoria.