Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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367
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Alessandro Poerio e Giuseppe Montanelli 367
A. Poerio a JV. Puccini
XCVI Carissimo Niccolò Napoli a di 20 Marzo 1845.
Tardi rispondo alla tua lettera del di 27 scorso mese, ma sappi che io sono stato più che mai travagliato dalla mia infermità nervina. In quanto ai versi sono mortifi-catissimo di non poterti mandare che quelli della Sig.1* Guacci-Nobile intorno a Colombo. Essa li sta limando, e spero fra pochi altri giorni poterteli accludere e son certo che ne sarai contento. E una canzone splendida (come pare a me e ad altri che Tanno letta) di pensiero e di stile. Il Baldacchini, che aveva preso l'assunto di scriver di Canova, è immerso nel più profondo dolore per essergli morto l'ultimo figlio che rima-nevagli di tre che ne aveva. Imbriani è stato gravemente ammalato, e sol da pochi giorni si va riavendo e non mi sembra possibile che abbia la forza di comporre versi sul bellissimo soggetto da lui scelto, dico il Bolzoni. Ad ogni modo, se, quando i versi della Guacci saranno pronti, egli avrà scritto qualche cosa, te la rimetterò; altrimenti avrai . pazienza. Io non potevo prevedere tanta sventura. Tra le mie e quelle de* parenti edamici, sono proprio rifinito.
Resta inteso che le mie ottave si sieno cominciate a stampare. Avrei desiderato le prove della stampa; mandamele, se sei ancora a tempo; altrimenti, non importa, tanto più che son tranquillo circa la correzione, e per averti io mandato quelle ottave tutte trascritte da capo con parecchi mutamenti fatti, e perchè certamente avrai tu stesso riveduto le pruove della stampa, o commesso quest'officio a persona diligente e di tua fiducia.
Riserbandomi di scriverti di nuovo in breve, e sperando che sii pienamente guarito della tua indisposizione reumatica, caramente ti abbraccio e mi raffermo
Tuo afl> Alessandro Poerio.
P. S. Sento con piacere che l'Qdaldi abbia scritto assai bene intorno a Michelangelo.
N. Puccini ad A. Poerio
xeni.
V
Molto dolore mi ha arrecato la tua lettera che racchiude miserie tue e dei tuoi amici. Io non voglio dirti le mie per non farli più forte il dolore. A divertire intanto il tuo ed il mio ti annuncio che Bista mi ha donato 18 magnifiche stanze sopra il ritrovamento della effige di Dante fatta da Giotto, è schietto oro ed invecchiando alza il volo. Vo certo che la Sig.n Guacci abbia fatto magnifica canzone e la sto attendendo. Avrai la prova delle stampe. Ma pregherai a nome mio tanto il Sig. Baldacchini che il Sig. Imbriani, ai quali farai le mie condoglianze per le sventure che provano, e che voglio sperare in avvenire dal tempo avranno qualche consolazione, che vedano di inviarmi qualche verso nel primi giorni del Maggio, che troppo rimarrebbe dolente la mìa raccolta, se rimanesse priva di appoggio sì valido. Toglimi dunque assistere della tua eloquenza, ed amicizia presso di essi. Addio caro Alessandro, i tuoi versi hanno sorpreso Franchini che ti saluta, e che ne ha fatti degli assai belli sopra il Ferruccio
Il tuo vecchio 1845. 27 Marzo, Scornio. Niccolò.