Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1943>   pagina <368>
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368 Nunzio Coppola
A. Poerio a N. Puccini
XGVÌIL Carissimo Niccolò,
Ebbi la tua del 27 scorso Marzo. Mi duole de' tuoi dolori di cui mi fai fuggevol cenno, che più. largo campo apre alla tormentatrice fantasia. Se fosse in me U lenirli anco oppresso come sono da tristezza e da infermità, assai volentieri lo farei. Forse dal poter giovare altrui verrebbe al mio animo qualche sollievo: che il sentirmi inutile a me ed agli amici mi cresce uggia.
Eccoti la canzone della Guacci, la quale è tenuta bellissima da quanti l'hanno letta; e veramente mi par degna di stare per terza con le altre due nobilissime della stessa autrice, la prima per la difesa di Mazagran nell'Algeria,1) la seconda ad una nave turca ancorata nel porto di Venezia.
Del Franchini godo che abbia fatto, come tu mi scrivi, assai be' versi intorno al Ferruccio, e caramente lo risaluto.
In quanto al nostro Bista, il quale in tanta ampiezza ed altezza di poesia vola sovrano, come potrà non esser potentemente inspirato dal ritrovamento del ritratto di Dante per mano di Giotto? Già senz'aver letto que* versi immagino, la schietta e vereconda e santa bellezza in essi trasfusa da' due venerandi padri della poesia e della pittura.
Ho letto a mio cognato Imbriani l'articolo della tua lettera esprimente il tuo gen­tile desiderio di avere un suo componimento. Egli è in convalescenza che procede len­tissima; spero che in questi giorni possa riaversi tanto da scriver qualche cosa intorno al Bolzoni, subbietto da lui scelto; ma né egli mei può prometter di fermo, né io a te. Se per la prima settimana di Maggio i versi saran pronti, teli manderò; altrimenti, avrai pazienza. Rispetto al Baldacchini, ti ripeto ch'egli è troppo abbattuto d'animo dopo le sue terribili sciagure perchè possa occuparsi di poesia.
Resta inteso che mi manderai le prove della stampa delle mie ottave. Ti prego di fare altrettanto per la canzon della Guacci, tanto più che, come vedrai, la scrittura sua non è chiarissima.
Addio, accusami recezione immediata della presente, affinchè io sia certo del
ricapito. Credimi invariabilmente
Il tuo aft>
Napoli 10 aprile 1845. Alessandro Poerio.
Strada del Salvatore n 5
IV. Puccini ad A. Poerio
xcrx.
Ho letta la magnifica Poesia e dopo la lettura sono venuto in questa convinzione che l'Italia contemporanea non abbia poesia di Donna più di questa sublime e generosa. Io te ne ringrazio, e t'incarico di umiliare alla S. Guacci i sensi del mio più sincero rispetto e della mia più viva gratitudine. Quanto prima avrete le prove di correzione.
i) È l'ode Mamgran, sulla quale vedi: F. DB SANCITO, op. cit., e le note del Cortese (Opere completo, IV, p. 314). Per questa o per l'altra poesia vedi le Rime, 3* ed., Napoli, 1847.