Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1943>   pagina <371>
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Alessandro Poerio e Giuseppe Montanelli 371
CIII.
Ho ricevuto dopo 14 giorni la tua calda, ed areibella composizione; perdona se non sono contento, e se bramo che tu v'aggiunga una stanza, colla quale tu ti rivolge­rai a me come amico tuo ma nipote a quel Tommaso Puccini *) che salvava la galleria fiorentina conducendola in Sicilia, e che moriva di disperazione, quando non la potè salvare dalla ognor crescente potenza di Napoleone, di che ha scritto gagliardamente il nostro Bista, come vedrai: aggiungi l'amicizia intima che lo legava al Canova; il carattere dell'edizione non è quello che io ti mando, ma abbiamo fatto cosi per solle­citare. Rinviale subito per la posta, domani l'altro t'invaerò quella del Canova. Ma serviti della posta addio, addio
Niccolò Puccini.
1845 26 Maggio. Scorino.
À tergo, di mano del Poerio:
Rispostogli a dì 31 maggio dicendogli non poter punto contentare il suo desiderio di aggiungersi da me una stanza alla lirica del Canova, che ciò turberebbe l'ordine intimo del componimento e farebbes parire quel po' di calore che v'è dentro. Piuttosto, se non gli piace cosi, non la pubblichi, che questo non me l'avrò a male; e farò stampar poi questa lirica con altre mie.
Gli ho rimesso alcune correzioni su* due componimenti spiegandogli perchè le bozze non mi son pervenute, e raccomandandogli l'esattezza e correzione dell'ortografia e di tntt'altro nella stampa.2)
CIV.
Il Re della Poesia è un Re che non accetta costituzione; aveva detto una corbel­leria, che colla pace di Dio andrà fra l'altra nùe tante. Spiacenti che tu non abbia le prove; attenderò che sieno fatte le correzioni che tu indichi, e tnm'invierai quella della Sig. G-uacci. Addio. -r, . *
1845, 5 Giugno, Scornio. Niccolò Puccini.
CV.
Dai Sig.ri Arcangeli8) e Buonanfiei*) Maestri nel Seminario Pistoiese riceverai que­sta mia eintma sola parola ti dico che sono miei amici, e che tu li accolga come me stesso.
1) Sn questo Tommaso Puccini, abate erudito e letterato, amico del Parini, dell'Alfieri, del Monti e di altri poeti ed eruditi del tempo, vedi l'elogio scritto da G. B. Niceoìini per il voi. i Monumenti, eie. p. 377; e l'accurato studio di ALFREDO Cmn, T. P., in BoU. Star. Pistoiese, a. Vili (1906), pp. 153-192 e IX (1907), fase. 1-2, p. 153 e fase 3, pp. 85-122.
2) Questa risposta, pur giunta a destinazione, come ricavasi dal numero seguente, manca dall'archivio puccmiano.
3) Giuseppe Arcangeli (1807-1855), di San Marcello Pistoiese. Fu sacerdote e insegnò lettere latine e greche anche nel Collegio Cicognini di Prato. Garbato traduttore di vari poeti greci, commentò per le scuole vari testi della Biblioteca de* classici latini, edita dalla Tipografia Aldina dell'Allegretti di Prato, durati per varie generazioni, e con profitto, nelle scuole italiane.
*ì Antonio Buonamiei, da Prato (1813-1898). Studiò nel Seminario di Pistoia, ove poi, dal 1845, insegnò fino all'estrema vecchiaia. S'era laureato nell'Università