Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno
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1943
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pagina
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373
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Alessandro Poerio e Giuseppe Montanelli 373
la quanto all'altra lettera, l'ebbi per mano del Sigp Dottor Francesco Chiappe! 1: verso il finir del Congresso e feci con molto piacere la personale conoscenza di un uomo cosi pregevole per qualità di mente e di cuore ed al quale tu porti tanta affezione. Me gli proffersì in quel poco che io valessi, e fu fermato tra noi che l'avrei presentato al Dottor Lucarelli, Professore di Fisiologia in questa Università degli Studj, ma, cambiate più visite, senza che mai l'nno trovasse l'altro in casa, trovai scritto sopra un suo biglietto di visita che il di seguente sarebbe partito per la Sicilia, e corso immediatamente in sua casa per proporgli di andare insieme la sera stessa da Lucarelli, lo trovai uscito. Siccome egli mi fece sapere che al suo ritorno da Sicilia lo avrei riveduto, cosi spero ancora potermi adoperare in suo servigio, e conoscere più da vicino un nomo così caro a te e cosi commendevole per se stesso.
Ricevesti certamente in tempo debito le prove di stampa, tanto della canzone della Guacci, quanto de* due miei componimenti, sulle quali essa ed io facemmo alcune mutazioni, e diligentemente correggemmo gli errori tipografici. Nella mia lirica intorno a Canova in particolare mutai bastantemente la terza stanza, ed i cinque primi versi corrono cosi;
E chi fia ch'entro serbi immacolata-
Sola una stilla della tua dolcezza,
E ne* marmi ove intera
Canova e così vera
Incarnò la concetta alma Bellézza.*
Nella prima stanza invece d'in contemplar Natura feci Nel contemplar Natura, e nella seconda al sesto verso sostituii si colora a s* incolora. Non altro. Io non dubito punto che le prove ti siano pervenute, e che tanto le mutazioni, quanto le correzioni degli errori di stampa (fra i quali quello di famosa invece di formosa guastava il senso) siano state osservate nella stampa. Ma siccome nelle due ultime tue lettere non mi parli punto né di quelle prove in particolare, né della Raccolta in generale, così ti prego per mia tranquillità d'animo scrivermi subito e chiarire tutto ciò. Io credeva a quest'ora la Raccolta già pubblicata, ma ho saputo il contrario dal Professor Montanelli. Le persone che ammirano qui la Canzone della Guacci su Colombo chieggono con impazienza sesia stata stampata, eia Guacci stessa me ne domandò tempo fa. Compiaciti dunque farmi uscire d'incertezza rispondendo a posta corrente sia direttamente, sia accludendo la tua risposta al Salvagnoli che ha la gentilezza d'incaricarsi di farti ricapitare la presente.
Le parole scritte a nome di alcuni popolani ed a te indirette mi sono parate semplici e convenienti. So che la festa delle Spighe riuscì splendidissima. Sento lodare il discorso detto dal Lafarina. Aspetto, secondo il solito, gli atti di essa festa quando usciranno
in luce.
Spero che la tua salute sia ottima. Della mia non posso esser contento e ier sera ebbi due ore di singhiozzo nervino. Sbrigati certi affari, e messo in sesto alcuni interessi, ho in animo di venire in Toscana sperando che il moto, il cambiamento d'aria, ed il piacere di riabbracciare i miei amici, possan farmi del bene.
Addio. - Aspetto con impazienza tue lettere e mi raffermo
Tuo au> Alessandro Poerio.
P. S. - Dui Congresso non ti porlo poiché ne avrai già avuto minutissimi ragguagli da tanti conoscenti ed amici tuoi già tornati in Toscana, Avrai saputo le adulazioni