Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1943>   pagina <376>
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376 Nunzio Coppola
nervina mi piglia sempre maggior campo addosso, e proprio m'infelìcita la vita, pri­vandomi anco del conforto degli studj; né i medici, dopo tante inutili cure omiopatiche ed allopatiche, mi sanno consigliare altro che nn viaggio. A ciò unicamente anelo, e se questa Primavera non potrò, partirò nella state, ed allora goderò la tua bella festa delle Spighe.
L'edizione in generale è corretta; ma nelle liriche della Guaccì è un errore di stampa: cagion invece di ragion nel verso: Contro ragion fatta rubella e forte; e due ne ho notato ne' miei versi a Canova. Nel verso : Miri Fuom che s'appressa, e tremi e taccia ;è restata fuori la congiunzione e. Nel verso: Il dolce affetto tuo mai venne a sera sta venni per venne.
Ho fatto circolare il manifesto tra gli amici miei. Per parte della Revisione non sembra che ci sia difficoltò. Non dubito che parecchie persone non facciano venire degli esemplari; ma non credo che qui il libro possa avere grande spaccio, perchè in generale pochissimo ne hanno in Napoli le opere di puro lusso.
D volume è un pò* tozzo; in quarto sarebbe venuto più sottile. Ho letto con pia­cere grande la lettera del Giordani (quantunque in parte già pubblicata nella strenna la Sirena) perchè in essa egli si difende, e quando si difende ha ragione, ed i pensieri suoi nobilissimi escono vestiti di splendida eloquenza. Non cosi quando aggredisce; il che fa spesso, con intolleranza da frate. Parimenti m'è andato assai a genio lo scritto del Centofanti intorno a Pitagora. E quelle parole del Lambrusehini sono pur calde e sentite e spiranti carità piena di fede.
Ma del nostro Bista, il quale con Manzoni siede principe de' poeti italiani, avrei voluto qualche originai componimento, non già una imitazione di versi forestieri. Forse le sue occupazioni non gliene hanno lasciato il tempo, e so che attende con ala­crità più che gioverai e in tanta maturità di potentissimo ingegno al suo Filippo Strozzi che gli darà nuova gloria. Caro Niccolò, quanto mi tarda il rivederti, il riabbracciarti ed il ricordare insieme tanti anni di separazione, seguiti da così tristi disinganni! Addio, credini sempre
Il tuo afi> Alessandro Poerio.
JY. Puccini ! A. Poerio
CXTV.
Ti presenterà questa mia il Sacerdote Ambrogio AmbrosoliJ) il quale tu conosci per le 4 orazioni delle Spighe: quest'anno ha predicato la Quaresima a S. Felicita, ed i fiorentini l'accolsero col maggior plauso che si possa immaginare. In somma egli è nn nomo distintissimo dell'età nostra, e te lo dice il tuo vecchio Niccolò; leggi ad esso una
3). Non è- come mostra di credere il Croce, non conoscendone del resto il nome di battesimo {Viaggia cit., p. 231), il letterato e filologo comense Francesco Ambrosoli; ma, come m'informa l'ottimo amico Sàntoli, il milanese Ambrogio (1800-1871), cano­nico, filantropo, stimato predicatore e benemerito promotore degli asili d'infanzia di Milano; di idee liberali ed amico dell'Aporti e del Lambruschini. Cfr. R. LAMBRUSCHE?!, Scrìtti politici e di istruzione pubblica, Firenze, 1837, p. 1U6>; G. MAZZONI, L'Ottocento, Milano, 19343, II* p. 1213; A. GAMBARO, F. Aporti e gli asili nel Risorgimento, II, Torino, 1937, p. 531; E. CODIGNOLA, Pegadogisti ed educatori, Milano, Tori, 1939, p.H