Rassegna storica del Risorgimento

POTENZA ; PROCESSI
anno <1943>   pagina <380>
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Tommaso Pedio
In questi anni, In cui l'opera dei settari è fervente ed attiva, il brigantaggio, eoe sembrava essere slato definitivamente stroncato dal Manlies, ritorna a nuova vita. Né carbonari, ne borbonici, né inglesi disdegnano, per il raggiungimento dei propri fini, l'alleanza con questa gente di scarsa levatura sia intellettuale, sia morale. ') E quando le sortì di Gioacchino Murat volsero al tramonto i più, financo coloro che erano attaccati al generale francese, alla dipendenza straniera preferirono il ritorno di re Ferdinando, allettati dalla costituzione che quel sovrano aveva concesso.
Ma quando il Borbone rientro in Napoli non mantenne le promesse fatte ai suoi sostenitori e, denominandosi Ferdinando I. re delle Due Sicilie, abrogò la costituzione siciliana del 1812.
La posizione assunta dal re di Napoli ed ì caratteri del nuovo Regno, che ricordava troppo U passato, non rassicurarono né i militari e gli alti funzionari che avevano ser­bati i gradi e gli offici raggiunti al tempo francese, né la borghesia terriera che aveva goduto dell'abolizione dei diritti feudali e della vendita dei beni ecclesiastici, né coloro che* con il concordato del 1818, vedevano ristabilita la potenza del Clero.
Di fronte al nuovo stato di cose, la carboneria lucana, che raccoglie i proprietari i professionisti, i militari e qualche alto funzionario dello Stato, dopo un primo momento di incertezza, si riorganizza estendendo ovunque i propri rami.
Potenza è sede di una Vendita regionale 2) della quale è gran Maestro Francesco Antonio Marone. Di quel Senato fanno parte i patrioti pia eminenti della provincia
. i) VALENTE, op. cit., p. 100. Contro il Governo francese si ebbe una rivolta a Spinso nel 1806 (proc. n. 154); ed a Capurso Vincenzo Celano fu arrestato per aver messo in giro voci allarmanti contro il Governo (n. 163); nel 1807 una congiura fu ordita a Rionero in Vulture da Savino Valenzano contro il Governo francese (n. 206), mentre a Sarco ni 45 individui venivano processati perchè rei di brigantaggio e di sollevazione contro il Governo (n. 250), e a Roccanova veniva soffocata una ribellione contro le forze francesi (n. 253). E mentre trenta briganti a cavallo, armati di insegne e di em­blemi reazionari, facevano una scorreria ad Avigliano (n. 260), sempre nel 1807, a San Chirico Raparo si reclutavano uomini per combattere le truppe del Murat (n. 257). A Bella, nel 1808, venne processato D. Gennaro Panari perchè aveva diffuso voci atte a spargere il malcontento contro il Governo francese (n. 295). Attraverso l'elenco dei processi che pubblico, il lettore potrà farsi una pallida idea della vita politica, sociale ed eco­nomica della regione lucana: ovunque risse con ferimenti o uccisioni di soldati francesi e conflitti tra gendarmi e briganti, affissioni di cartelli sediziosi. Ed ancora bande armate che infestano il paese commettendo ogni sorta di violenze contro le persone e la proprietà, uccidendo, incendiando, saccheggiando e distruggendo ovunque.
*) Non tutta la Lucania dipendeva dalla Vendita di Potenza: il Lagonegrese, il cui centro era in Tramutola, dipendeva dalla Vendita di Salerno, centro della Regione
Lucana Occidentale.
Le circoscrizioni carbonare in Basilicata, in Campania e negli Abruzzi erano le seguenti: Regione Lucana Occidentale, centro Salerno; Regione Lucana Orientale, cen­tro Potenza; Regione Irpina, centro Avellino; Regione Prepuziana, centro Teramo; Regione Amitemana, centro Aquila; Regione Marrucma, centro Chicti; Regione Sannitica Occidentale, centro Tscrnia.
A Napoli risiedeva l'Alta Vendita a cui facevano capo tutte le vendite del regno. Ogni regione èra governata da un Senato, costituito da 12 membri, da una rappresen­tanza dell'intera comunità, carbonara della regione, Gran Dieta, alla quale spettava il potere legislativo, e da una Magistratura alla quale spettava il potere esecutivo. In ogni Regione gli adepti erano distribuiti in Tribù e Famiglie, ossia Vendite e in Classi, cioè Gradi. Si veda Martelli Ma. cit.