Rassegna storica del Risorgimento
POTENZA ; PROCESSI
anno
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1943
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pagina
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381
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Processi e documenti storici, etìr. 381
Diodato Sponsa, Francesco Corbo, Domenico Corrado, già ufficiai i del l'esercito murat-tiano, Giulio Amodio, il giudice De Mattia, i quattro fratelli Marone e Gaetano Corrado. E segretario l'avvocato Giuseppe Ciccarci li.l)
La setta faceva ovunque proseliti: in ogni paese lucano sorgono vendite che raccolgono gli elementi migliori della borghesia. Alla fine del 1818 il numero dei settari oltrepassa i sei mila 2) e, nell'agosto del 1820, alla grande Assemblea Carbonara di Potenza, intervengono i rappresentanti di ben 88 vendite, tutte operanti nella Regione Lucana Orientale.
I fatti lucani del 1820-21 sono in gran parte noti. E di ciò deve andare il merito a Giustino Fortunato il quale, innamorato della sua terra ed avido di conoscere a fondo la sua storia, raccolse ovunque documenti, notizie, memorie sul Risorgimento lucano, che sono attualmente custodite al Castel Nuovo, dalla Deputazione Napoletana di Storia Patria.
Represso ogni tentativo di rivolta, condannati a morte e gittati nelle galere coloro che del movimento carbonaro in Lucania erano stati l'anima ed i promotori, la provincia sembra accasciarsi sotto il peso della reazione. Le vendite, disorganizzate e lontane dalla sede centrale di Napoli, subiscono la crudele repressione delle autorità borboniche. La carboneria lucana, scoperta in seguito ai molti minuziosi processi ed alle confessioni di diversi accusati, sin nei più gelosi segreti,3) non è più in grado di riprendere la sua azione e continua quel processo di esaurimento iniziatosi subito dopo la morte dei suoi tre grandi animatori, il Corrado, il Venita ed il Mazziotta.4) Ancora sì mantiene in vita per qualche tempo, ma, frazionatasi in molte nuove sette con nomi, simboli, riti del tutto diversi, sebbene evidente sia l'origine comune, l'antica carboneria lucana perde quella organicità che l'aveva caratterizzata nei primi tempi.
Queste ramificazioni, poiché non vi è più intesa tra gli affiliati, se riescono a sfuggire alla polizia, finiscono con il limitare la propria azione, esaurendola in mille rivoli, là dove dovrebbe essere raccolta ed alimentata.5)
V MARTELLI, ma. cit. Il primo processo contro i carbonari lucani conservato nell'Archivio di Potenza è quello di Tricarico del 1815 (a. 418).
Per notizie biografiche su i patrioti lucani si veda BRIENZA. Martirologio della Lucania. Potenza 1883. Per lo Sponsa si può vedere anche il mio Di uno scoro eseguito in Armento nel 1814 in Arch. Star. Calabria e Lucania, anno 1942.
2) Pare che nell'ottobre del 1819 i carbonari lucani avessero voluto tentare una rivolta. L'Aiutante di Battaglione, Bellezza, si recò a Salerno, mentre il Maggiore Du Marteau a Napoli. Il generale Pope ne era al corrente, ma la polizia borbonica riuscì ad impedire quel movimento. Cr. SPICACCI, Una pagina di Storia del mio Paese natio. Muro Lucano, Napoli, Ed. Morano, 1888.
31 Si veda ad esempio il processo n. 515.
*) Il Corrado fu fucilato in Potenza il 13 aprile 1822; il Venite ed il Mazziotta a Lanrenzana il 13 marzo 1822.
5) Tra le molte sette che ebbero vita nel regno delle Due Sicilie dopo il 1820 attecchirono in Basilicata quella dei Pellegrini Bianchi e quella dei Pellegrini Erranti (processi n. 512 e 534).
Lo Statuto dei Pellegrini Erranti viene scoperto nel 1826 in occasione di un lungo processo contro un affiliato della setta: Francesco Saverio Pavonessa del comune di Rotonda, nel distretto di Lagonegro. Il ritrovamento di diverse corte settarie nella casa del Pavonessa foce conoscere il catechismo* i metodi e gli intenti di quella società. ZI nome della setta illumina aoHmente sulla organizzazione; con ogni probabilità non aveva una sede centrale, e la sua attività consisteva in una propaganda compinta