Rassegna storica del Risorgimento
POTENZA ; PROCESSI
anno
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1943
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pagina
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382
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382 Tommaso Pedio
Nella primavera del 1828 la notizia della fortunata rivoluzione greca porta un rifiorire di progetti, di sommosse locali, di aspirazioni che esaltano le menti e le preparano nell'attesa di grandi eventi.
Repressala rivolta cilentana, a cui la carboneria lucana aveva aderito, nulla fu effettuato nel Potentino, ove ad Avigliano si sarebbero dovuti raccogliere circa 3000 carri armati, pronti a secondare il movimento salernitano.
Nel 1830, dopo la repressione effettuata nel Cilento, e di cui la Basilicata risenti le persecuzioni, *) si poteva ben dire che la Carboneria, con le sue vendite e con la sua forte organizzazione, non esistesse più. Battuta, perseguitati in ogni maniera e in ogni occasione, i carbonari si erano scissi e, pur alimentando il fuoco sacro della libertà, poco potevano: ormai avevano perduto quella coesione dei primi anni della restaurazione, quella forza d armi e quell'influenza morale che avevano esercitato negli anni fortunosi e gloriosi.
Una nuova generazione di patrioti gradatamente si sostituisce alla Carboneria. Si mira ad una nuova organizzazione che sia più consona ai nuovi tempi e che miri con serietà di mezzi e di educazione, a redimere il proprio paese.
Alla Carboneria, cessata di fatto di esistere, subentra -la borghesia giovanissima nel tentativo di inculcare nelle moltiludini l'idea di libertà ed anche di patria. La Carboneria aveva mostrato alla nuova generazione le capacità di cui quest'ultima poteva disporre e l'avvenire che le si schiudeva davanti. Aveva curato, quasi inavvertitamente, quello spirito che, alimentato da nuovi ideali e da nuove concezioni, tenterà, anche esso inutilmente, di opporsi apertamente all'assolutismo borbonico nel movimento rivoluzionario del 1848.
Nel 1902 veniva pubblicato dal Mondami un ampio lavoro sui fatti lucani del 1848.2) Purtroppo però il Mondami limitava la sua ricerca ad un solo processo, l'unico di cui si era, allora, a conoscenza, il Processo della Setta dell'Unità Italiana, riferentesi quasi esclusivamente al capoluogo.3)
Ma se a Potenza il movimento assumeva un carattere politico, sociale ed economico insieme,4) nella provincia predomina il fattore economico-sociale e ciò si deduce dai numerosi processi che si riferiscono ai fatti avvenuti ilei turbolento biennio 1848-49.
da speciali delegati che davano alla propaganda un tono di idealità misticheggiante. Leggendone il Catechismo si ha l'impressione che esso mirasse soprattutto a dare un formulario di riconoscimento che garantisse i soci, costretti a recarsi da paese in paese, dal cadere in un tranello teso loro dalla polizia. Moltiplicava i cerimoniali dell'incontro il prendere la mano con il dito indice] il volgere gli occhi al cielo ed il pronunciare la parola d'ordine che nella sua indeterminatezza non diceva nulla: Varia è bruna. Frutto del tempo e dell'abitudine settaria non mancava il simbolismo; un simbolismo strano e diverso da quello delle altre sette del tempo. Un gallo, due serpenti, un colombo volevano significare vigilanza, unione, innocenza e testimoniavano che queste nuove società erano filiazioni dirette della Carboneria. Si veda in proposito la mia nota sulla Società Cristiana che sarà pubblicata prossimamente in Archivi.
Gli scopi della setta erano i soliti e già noti: morte al tiranno* unione e libertà'.
1) Numerosi furono gli arresti effettuati nella provincia di Basilicata in quegli anni. Si veda oltre alle op. cit. del Racioppi, anche Mazziotti, La Rivoluzione del Cilento nel 1828, Roma, Sac. Ed. Dante Alighieri, 1906.
2) MONDATOTI, / moti politici del 1848 e la setta deW Unità Italiana in Basilicata, Roma, Soc. Ed. Dante Alighieri, 1902.
3) Processo Potentino e Processo per l'Unità Italiana, in 22 cartelle, di cui non si fa cenno nell'elenco che pubblico.
*) Il carattere sociale ed economico di quel movimento sfugge in realtà al Monda ini il quale ne accenna molto superficialmente.