Rassegna storica del Risorgimento
POTENZA ; PROCESSI
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1943
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Tommaso Pedio
segrete e, accolti i principi unitari, finiscono con lo schierarsi, nella gran massa, in quel partito che aderirà al manifesto di Manin, andrà incontro al Cavaliere dei dna Mondi ed assisterà, plaudente, all'incontro di Teano.1)
Accanto alla Società dell'Unità Italiana, altre numerose piccole società segrete ebbero vita in Basilicata durante quel periodo. Ma finiranno, come ho accennato, con l'aderire completamente all'Unità Italiana o con il cessare di esistere.
Accanto alle correnti predominanti nel 1848-49, moderati raccolti intorno al D*Er-* rico ed ultra liberali intorno al Mafie! e al Petruccelli, hanno vita in Basilicata diverse associazioni politiche, installate ad iniziativa di sconosciutìpatrioti, un po' ovunque* nei piccoli centri di quella regione. Alcune di queste, sebbene non abbiano nulla a che fare conia società del Mazzini, si denominano Giovine Italia. Avverse al Governo borbonico, alcune mirano ad una repubblica napoletana, altre ad una federazione di Stati italiani, altre, infine, ad un Regno d'Italia sotto la sovranità della dinastia Sabauda.
Erano società queste che raccoglievano pochissimi ed inesperti adepti e che, generalmente, si limitavano a fare una timida propaganda circoscritta ai comuni limitrofi. -)
i) Quanto alla attività svolta dalla Società dell'Unità Italiana, oltre il lavoro citato del Mondami, si veda il Processo Potentino cit., cart. XVI, voi. 24, ove sono documenti riflettenti il compito assegnato ai patrioti Incanì nel tentativo repubblicano che sarebbe dovuto scoppiare nel 1849, con l'intervento di Giuseppe Garibaldi. Cfr. anche PALADINO, II Processo per la Setta dell'Unità Italiana e la reazione borbonica dopo il 1848, Firenze, 1928.
Fallito il tentativo della Società dell'Unità Italiana, le forze liberali del Mezzogiorno si raccoglievano in una organizzazione a basi militari traente le proprie origini dagli antichi principi carbonari. Antonio Morici, Luigi Fortunato, Ricciardi, Balsamo, Salazar. Giacinto Albini e Claudio del Bene si facevano promotori dell'associazione Carbonicomilitare, che ebbe diffusione anche nei paesi lucani specie ad opera di Giacinto Albini. Gli affiliati di questa nuova setta erano divisi in compagnie, le quali costituivano i battaglioni; i gregari comunicavano direttamente con il capitano, i capitani con il maggiore, il quale dipendeva dal Ministro della Guerra. D centro direttivo costituiva il Direttorio. Questa associazione non ebbe la possibilità, né il tempo di svilupparsi su grandi basi. Dispersi,e battuti i maggiori esponenti del movimento liberale degli anni 18481849, questa nuova società raccolse intorno a sé prevalentemente giovani, nuovi alle lotte politiche, come lo dimostrano anche coloro i quali ne furono gli artefici. Né riuscì a stringere alcun contatto con i centri liberali dell' Italia settentrionale. Bastò qualche lieve sospetto alla Polizia perchè questa associazione venisse dispersa. Il processo fu lungo ed interessante. Si sospettò dipendente dalla Carbonico-militare l'immaginaria Setta dei Pugnalatori. Cfr. ALBI? D., La spedizione di Sapri e la Provincia di Basilicata, Roma, Tip. delle Terme Diocleziano, 1891, p. 6 e seg.
*) Xfel settembre del 1847 Giovanni Battista Laguardia fondava in Bollita, la attuale Novasiri, una società segreta, la Giovine Italia, la quale, sebbene si fosse diffusa nei paesi vicini, rimase un agglomerato di pochi individui, rinchiuso in se stesso, soprattutto per P incapacità e la inattività dei dirigenti. A San Martino d'Agri* a Mis-sanello, a Coatronuovo vi fu qualche tentativo più fortunato di diffusione. Anche a Grigliano ed a Gorgoglione, sotto la presidenza dell'arciprete Brunì, si organizzò un circolo denominato della Giovine Italia.
L'attività di questi settari si limitava a favorire il passaggio di nuovi ribelli a) campo dì Campotonese, a diffondere il malcontento della popolazione e neH'esercìtó'é, soprattutto, sperando di approfittare nel disordine, a favorire il movimento proletario, ebbene quei di Bollita e di Rotondella vi si opponessero. Avversa al Governo borbonico, questa società segreta auspicò una repubblica napoletana, sebbene non fosse