Rassegna storica del Risorgimento

POTENZA ; PROCESSI
anno <1943>   pagina <385>
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Processi e documenti storici, ecc.
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Accanto a queste piccole società locali, ed accanto alla Società dell'Unità Italiana, sebbene con diversa fortuna e con minore ardore, operava da Napoli una setta mode-tata, la Società Cristiana. Non estremista e bene organizzata, questa setta accolse intorno a sé quei liberali lucani che, seguaci del D' Errico, nelPestate del 1848, avevano resistito agli ultra liberali, ed ora, nel periodo più fiorente della Società dell'Unità italiana, operavano dietro le quinte.
Sorta dopo il fallimento del tentativo moderato di salvare la monarchia costitu­zionale,1' non osò schierarsi apertamente contro il potere regio e limitò la propria attività a diffondere nei suoi proseliti un sentimento nazionale e sociale. *)
Affermatasi la reazione nel regno, essa, in principio, non destò somma preoccupa­zione nel partito liberale.
Si attendeva il perdono sovrano, ma non venne; giunse invece un dispaccio mini­steriale che obbligava tutti i sospetti alla presentazione in carcere.3) Si institutì la Gran Corte Speciale e giunse a Potenza il giudice istruttore Giuliani.*)
Si iniziarono i processi: 1609 individui della provincia di Basilicata, sol perchè incolpati dì essere stati liberali vennero condannati al carcere, all'esilio, al confino, s)
Con interesse, con pietà, sebbene non mai manifesta, si seguiva lo svolgersi dei processi nei quali venivano giudicati gli uomini migliori del paese per altezza d'ingegno, per cultura, per carattere. Durante gli anni che seguirono il 1848 in Potenza ed in tutti i centri abitati della provincia, si vivevano giorni di lutto e di perturbazione. La giu­stizia incrudeliva contro quei magnanimi, rei soltanto di aver lottato per una idea ' mirante all'afférmazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
In ogni più piccolo borgo della Basilicata vi era qualcuno incolpato di avere amato il proprio paese; ovunque giudici 'istruttori, spioni, sbirri, incapaci di riuscire
mancata una tendenza monarchica, mirante ad un regno d'Italia sotto la sovranità di Carlo Alberto. Cfr. processo n. 642, 709, 754, 779.
Anche a Pietrapertosa, nel Monastero dei Minori Osservanti, è scoperta una asso­ciazione segreta mirante a fornire aiuti agli insorti calabresi e che ha diramazioni nei paesi vicini, processo n. 669.
1) Emissari leccesi cit.
a) Cfr. processo n. 797. Per questa società segreta, derivazione carbonara, si veda la mia nota in proposito che, come ho già detto, verrà pubblicata in Archivi.
Altra Società avente diramazioni fu quella denominata Progressista, il cui centro era in Puglia. A Montepeloso, si legge in una riservata a lui solo diretta dall'Intendente di Basilicata al Giudice di quel comune, venne istituito un Comitato segreto, il quale sotto la denominazione di setta progressista mantiene corrispondenza attiva con Molfetta dove à avuto origine Gravina, Troni, Gioia (del Collo) ed altri paesi della Provincia di Bari e del Distretto di Muterà e viene presieduta da tal D. Carlo Cecere di Grottole. Processo n. 681.
3) D* ERRICO AGOSTINO, Memorie della mia vita. Ms. di cui ho copia presso di me.
*) Mal visto dalle popolazioni del Potentino, il Giuliani, era odiato, ma, soprat­tutto, temuto. In ano scritto a stampa, che circolava clandestinamente, attribuito ad un monaco di Colobraro, la sua figura e cosi descritta: <c Se lo volete conoscere alle fattezze, esso non è né vecchio, né giovane, bruttissimo anzi che no, quando ti parìa ti spruzza saliva in faccia, e conviene guardarlo da lungi; ha il muso e il naso simili a quei cani di razza.., di razza.., noi ricordo... proprio di quell*isola ove nacque Napoleone. Basta così.,, ha cuora più- duro del marmo, affetta santità e religione. Sa indovinare il buono e il mal tempo, e già voi l'avete indovinato. Copia manoscritta nel processo 1210.
s) RAOIOJ.'PI, Storia dei moti cit., p. 27.
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