Rassegna storica del Risorgimento

POTENZA ; PROCESSI
anno <1943>   pagina <386>
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Tommaso Pedio
a giustificare il movimento politico, perchè non volevano comprenderne lo spirito e le finalità. *)
Se le persecuzioni e lo condanne parvero distruggere ogni attività liberale in Lucania, in realtà invece esse valsero a fecondare gli spiriti e ad alimentare quel soffio romantico di giovinezza e di idealità che era passato come una fiammata nei cuori della generazione del 1848.*)
H periodo che va dal 1849 al 1855, fu nelle provincie napoletane un periodo di tentativi generosi che, pur non ottenendo alcun pratico risultato, valsero a mantenere accesa nei cuori la fede e l'amore per la libertà e per la Patria. Tutti, proprietari ed avvocati, monaci e preti, operai e lavoratori della terra complottano insieme, mirando alla cacciata del Borbone da Napoli ed alla formazione di una costituzione che garan­tisse i membri di ogni classe sociale di fronte alle prepotenze del partito dirigente.3)
Le aspirazioni si allargano, le energie si ritemprano, le speranze rifioriscono dopo la guerra di Crimea e specialmente dopo il congresso di Parigi quando il piccolo Pie­monte* con atto energico e risoluto, si dichiarò rappresentante dell'Italia divisa e tormentata da tiranni interni e stranieri.4)
In questo periodo si afferma quella corrente che, schieratasi sin dal 1848 contro il Borbone, mostra le proprie simpatie verso il Piemonte, unico Stato Italiano che ha osato mantenere in vita i principi liberali e costituzionali.
Quando, nel 1856, Mazzini 1 anciò il suo appello che chiamava tutti gli uomini liberi a raccogliersi sotto il vessillo dell'unità, affermando essere la sovranità Nazionale un diritto eterno, l'autorità unica il suffragio universale, mezzo efficace Vinsurrezione, a Napoli
*) Non mancano, come del resto è naturale, delle eccezioni. Si veda SCDTABI, Gli albanesi di San Costantino e San Paolo noi moti insurrezionali del 18481860, Potenza, Stab. Tip. Arcangelo Pomarici, 1899, p. 32 e seg.
2) PEDIO EDOARDO, La prodittatura Lucana nel 1860, estratto dagli Atti del Congresso di Bologna del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Napoli, Tip. Miccoli, 1939, p. 4 dell'estratto.
3) A dimostrare come in Basilicata non mancarono del tutto elementi del prole­tariato che fossero consci dei diritti e dei doveri del cittadino mi piace riportare quello che scrisse un lavoratore agricolo sulla costituzione: ... Un contadino spesso dice che JZ Governo Assoluto del Re è meglio assai della Costituzione; senza che sappia che cosa zia costituzione, molti altri però più giudiziosi stimano buono e meglio quel Governo che è voluto e desiderato dai Galantuomini, da' preti, da quelli del Paese che più sanno, ma non perchè fossero intimamente convinti che sapessero ohe la Costituzione apporterebbe veramente gran bene ad ogni classe di persone e precise ai poveri, aga ignoranti e a tutto il popolo basso..* Non condannate se la gente di campagna e gli artigiani ignoranti non amano la costituzione e piuttosto gli vanno in contrario; condannatevi voi galantuomini e gente letterata che non avete avuto cura di farcela capire ed intendere. 1 Preti l'avrebbero potuto predicare dal Pulpito,., ed ognuno istruire i suoi vicini, gli amici, i parenti, i foresi (contadini salariati).
Si è inteso parlare di Camera dei Deputati, di Guardie Nazionali, di Parlamento, di libertà di stampa, di fratellanza ma che cosa siano, qual bene se ne poteva aspettare i villani niente ne han conosciuta. Ora io ho voluto scrivere poche cose nel linguaggio triviale come parlo, perchè contadino pur io, e imparato di leggere e scrivere nel reggimento dove fui per otto anni, ed ebbi il grado di caporale, ed ora comunque fossi tornato a coltivare la terra non cosso di leggere, a" informarmi da quelli che sanno più di me di tutte le cose del Governo... in processo n. 1210 foglio non numerato,
*) PEDIO* 'Prodittatura Lucana oit.* p. 4.