Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1943>   pagina <390>
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390 Alberto M. Ghlsalberti
Niente lettore per la gloria futura, niente passaporti per l'eternità. A fornir modelli per altre -vite parallèle altri pensi in questa nostra Italia, fertilissima di uomini esemplari: pareva suggerire tra serio e scanzonato l'uomo che aveva saldamente retto le sorti del suo paese dopo Novara. Perchè spensierato era e stra­vagante e piacevolone nel conversare, pieno di motti e frizzi, con certa scioltezza di forme, con certo abbandono naturale, come lo disegnerà il De Sanctis. Ma sotto questa negligenza apparente, aveva un fondo d'uomo serio e la maggior serietà era costituita da una qualità molto rara oggi in Italia: la perfetta lealtà e sincerità di convinzioni e di carattere.1)
Ma la raccolta allora non venne in luce- ne venne in luce quella ideata dal Rendti, dissuaso dal Capponi, e bisognò attendere qualche anno prima di poter leggere, né tutte né integre, le lettere indirizzate da Massimo d'Azeglio ai suoi principali corrispondenti. Sfoghi e confidenze di lui di grande valore politico pubblicò primo, poco dopo la morte dell'amico, E. RENDU (L'Italie de 1847 à 1865. Correspon-dance politique de M. d. A., Parigi, 1867), sfoghi e confidenze, che, arricchiti di altri elementi interessanti la vita privata e le vicende artisticoletterarie dell'autore del Niccolò de* Lapi, ritroviamo nelle Lettere di M, d. A, a sua moglie Luisa Blondel (a cura di G. CARCANO, Milano, 1870; altra edizione, ivi 1871, con dieci lettere in più). Preoccupazioni allora spiegabili indussero la moglie dell'Azeglio e l'editore a diversi, troppi tagli prudenziali, che gli autografi conservati nel civico archivio di Livorno consentirebbero oggi di eliminare almeno in parte. E tagli e soppressioni non mancano nelle Lettere di M. d. A. a Giuseppe Torelli, con frammenti di questi in continuazione dei Miei Ricordi (a cura di G. PAOLI, Milano, 1870; 3a ed., ivi 1877), nelle Lettere di M. d. A. al fratello Roberto (a cura di G. BRIANO, uno dei primissimi biografi di Massimo, Milano, 1872), che andrebbero anch'esse rivedute sugli autografi conservati in parte nel Museo Centrale del Risorgimento in Roma e integrate con quelle pubblicate sparsamente (per es. dal VACCAELUZZO, nella monografia citata più frmuinsi, e da A. COLOMBO, La morte di Vincenzo Gioberti e di Padre TapareUi nelle carte d'Azeglio, in Miscellanea di studi storici in onore di A, Manno, Torino, 1912), tenendo conto che qualcuna già edita dal Briano fa ristam­pata come inedita (Una lettera inedita di M. d. A. al fratello Roberto, in II Risorgi­mento Italiano, a. VH (1914), pp. 127-128; G. E. CUBATOLO, D'A. e il Conte di Cavour, iaScrìtti e figure del Risorgimento italiano, Torino, 1926, pp. 309-314). Nell'ambito delle lettere ai parenti rientrano quelle alla figlia Alessandrina, inserite, con altre indirizzate a ventisei diversi corrispondenti, negli Scrìtti postumi di M. d. A. (a cura di M. Rica, Firenze, 1871; 2 ed. ivi 1872), e le Lettere inedite di M, d. A. a tuo genero Matteo Ricci (pubblicate e annotate da C. TOMMASI, Milano, 1878).
Nei malinconici tentativi fatti, dopo la condanna, dall'ammiraglio Persano per dimostrare come uomini onorandi gli avessero concessa in altri tempi la propna fiducia e la propria amicizia, anche il vinto di Lissa contribuì alla conoscenza del-repistolario azegliano con le Lettere di Af. d. A, a Carlo di Persano nel decorso di diciannove anni (Torino, 1878), che non mancano di qualche interesse. Non minore, in ogni caso, quello suscitato dalle lettere raccolte da L. CITJLALA ne Le confidenze politiche di due uomini dabbene-. M. d. A. e Alfonso La Mormora (nella IVuotia Antologia dell'agosto e del settembre 1879), che riguardano il periodo del ministero.
4 F. DB SANCTIS, La letteratura italiana nel secolo XIX, Napoli, 1932, voi. II, pp. 316-317.