Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno
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1943
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pagina
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393
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Un epistolario da raccogliere, ecc. 393
Ed è un vero peccato che l'idea del Vaccallnzzo non abbia ancora trovato un realizzatore. Nelle lettere dell'Azeglio, di questo solido e quadrato piemontese dall'anima di artista e dalla salda fede nazionale, nemico della retorica e del luogo comune, pronto sempre ad assumersi le responsabilità più ardue in nome del dovere e dell'onore, c'è tutto il solido mondo ottocentesco nella multiforme varietà delle sue manifestazioni, colto con una freschezza e immediatezza di impressioni che raramente si trovano in altri epistolari del tempo. Pache l'Azeglio non scrive per i posteri, difettacelo noto dei letterati italiani, né per acquistarsi fama di uomo di lettere, ma, appunto per questo, riesce più vibrante e più caldo e persuasivo ed efficace di molti altri epistolografi che l'hanno preceduto e seguito. Dalla descrizione gustosa e garbatamente umoristica di casi personali, dalla narrazione incisiva di eventi politici, si passa all'invettiva appassionata, alla sferzata indignata contro uomini e sistemi, per tornare, poi, alla rievocazione di scenette piacevoli, di personaggi curiosi, di paesaggi caratteristici.
Chi non ricorda, tra le lettere al Torèlli, quella di mezzo luglio '52, in cui scherza sui propri rapporti col Cavour e sulla propria volontà di ritirarsi dal governo? -Le lettere del rivale sono alla prudenza. Basta che le elezioni inglesi non guastino questo miglioramento! Ne tremo, perchè vorrei proprio che per il '53 fosse diventato capace e possi-' bile, e venisse l'ultima scoria nella quale si vedesse me precipitato negli abissi, ed il Panscìo-tel elevarsi in fondo fra le nubi e i fuochi di Bengala; dopo il che finalmente si calerebbe il sipario, e potrei andare in camerino a spogliarmi . *)
È, in fondo, lo stesso spirito e la stessa piacevole sopportazione della vita che appaiono in tutte le sue lettere, di carattere sia privato, sia pubblico. Si veda come trovava modo di raccomandare un amico al Cantù, allora a Parigi.
Car.mo Cantit, Vavv. F. Rimediotti ti porta questi due versi. Siamo amici vecchi, come sono amiche da gran tempo le nostre due famiglie. Egli è anche tuo ammiratore dunque basta presentartelo, e la raccomandazione sarebbe di lusso.
Mentre tu nuoti nelle delizie Parigine, io nuoto nelle Torinesi da circa due mesi, e perciò non posso darti di Milano nuove di veduta. So però la cosa più importante, che tutti stanno bene, e tutto va al solito. Heureux les peuples doni Vhistoire est ennuyeuse J
L'altro giorno passeggiando ho veduto vicino ai remparts una bella casa che si sta 'fabbricando da Pomba e che si può veramente chiamare un monumento istorico. Vivano gli editori! e gli autori... vivano come possono.
Se vedi Amari salutalo tanto, e digli che ho avuto la sua lettera e gli risponderò
presto; intanto, che ho tentato di servirlo, in quello che m'aveva domandato, ma che questo
non è paese cól quale un par suo si possa impicciare. Sta sano, divertiti {non troppo
vehl) e voglimi bene . ..
Aff" Massimo Azeglio.
Torino, 28 marzo 1843.*)
E bonario e scanzonato apparo anche quando, nel periodo di governo, invita il fratello a recarsi da lui.
Caro Roberto* Se volessi passar da me un momento prima delle 3 si parlerebbe. Scusami se mi do arie da ministro, M.'3>
J) C. PAOLI, op. oh,, p. 8.
) Roma, Museo Centrale del Risorgimento, h.* 547, fase. 12.
3) Roma, Museo Centrale del Risorgimento, Bit 93, fase. 53.
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