Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1943>   pagina <401>
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Un epistolario da raccoglierai ecc. 401
è buono poicliè U sacrificar ciò die si ha di più caro al mondo piuttosto che andar contro ciò che si crede obbligo di coscienza, mi pare alto di persona che è capace di gran virtù, la cui conversione facendosi a poco a poco, e perciò con maggior fondamento, sarà intera e durevole. A Torino le signore Dauzers, e Cavour1) si sonpurfatte cattoliche dopo maritate: la moglie di Manzoni ha fatto lo stesso. Pensi V. E. quanti mezzi di più avrei di vincerla se fossi suo marito? Ora la convenienza fa che posso Vederla poco, è sempre fra i suoi che si son pure accorti delle mie intenzioni, e le combattono a più potere. Se fosse mia moglie non avrebbe più questi a soffiarle nell'orecchio, le parole di Manzoni farebbero assai, la condurrei a l'orino e le farei conoscere le signore suddette, sarei sempre io ad eccitarla. Creda E* la cosa si farebbe presto. Se invece la cosa va rotta essa non penserà mai più a convertirsi, e Dio abbia pietà deWanima sua; io non so cosa sarà di me, ma non posso pensare senza tremare ai pericoli cui sono esposto. Si tratta della nostra esistenza in questo mondo, e della nostra salute nell'altro.
Lì E, V. vede da quale immenso imbroglio potrebbe cavarmi: credo che conosca le mie intenzioni esser buone; non domando altro che il mezzo di vivere da buon cristiano; domando una cosa dalla quale nascerà la salute d'un'anima, e forse di più d'una. H negar­mela porterebbe tutti imali che le ho accennati. Son pronto a sottoscrìvere a tutte le condi­zioni che si vorrà impormi, ma la scongiuro cor'0 sig. zio ad ajutarmi onde evitare guai che mi minacciano.
Se a Roma non si vuol permettere che questi matrimoni succedano in Italia, mi concedano almeno la dispensa per l'affinità, pel resto onderò a Trieste. Ho motivo di sperare che l'Arcivescovo di qui conoscendo l'imbroglio in cui mi trovo procurerà d'aju-tarmi. All'ultimo son deciso andar a Roma io stesso; ma V. E. sa le mie finanze, e questo anno hanno già avute mólte scosse, se potessi evitarne delle nuove sarebbe una bella cosa. Prego V. E. a scrivermi una riga, è se può, darmi qualche speranza potette tome può immaginare mi trovo in un'agitazione alla quale la mia salute non regge. Non posso sop­portare Videa d*aver {quantunque innocentemente) messa in desolazione una famiglia che amo e che rispetto. S'tf. E. me lo permette, o lo giudica, verrò a Novara per spiegarle quelle cose che desiderasse conoscere più minutamente.
Prego V. E. a perdonarmi se l'ho tediata tanto lungamente con questa mia, ma non potevo in poche parole spiegarle la mia situazione e neppure le ho detta la metà delle cose che avrei a dire su questa faccenda. Le ripeto che le ho parlato come le parlerei in confes­sione, e sapendo che avrò da render conto a Dio delle mìe parole. '
Ho Vonore di dirmi con tutto rispetto
DeWE. V. dev. ob, servo e nipote
Massimo Azeglio.
P, S. Godo di poter annunciare a V. E. die son tornato in perfetta armonia colla nonna Manzoni.
Milano. Il maggio 185.
1} Vedi F. RUFFINI, I giansenisti piemontesi la conversione della madre di Cavour, a curo * con introduzione di K., CODIQNOLA, Firenze, l'M3.
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