Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1943>   pagina <402>
immagine non disponibile

102 Alberto il. Ghiaalberti
IV. Emin. Hetfl e Cor" zio.
Ho ricevuta e letta con vivissimo sentimento di gratitudine Vafféttuosa lettera dell'E, V, e comunque vadano le cose mie, io le sarà debitore d'un momento di consolazione pel quale sempre la benedirò. Sa mi deciderò al viaggio di Roma potrò supplire anche alla spesa senza incomodare VE. V. alla quale tuttavia san grato come se accettassi ciò ci?ella m'offre con tanta bontà. Mi sarò forse spiegalo mula, ma non fu mai mia intensione di far cosa contro il dovere per ottenere il mio scopo, né mai il Parroco di S. Fedele sarebbe capace di consigliarmelo. Sono entrato in questo spinoso affare, lo sa Iddio, pensandoci prima molto, e consigliandomi, ed al sólo fine di viver bene. V. E, capisce che alla mia età se la coscienza non mi trattenesse sarei pazzo a caricarmi dei pesi dello stato coniugale* e che potrei trovare Umodo di divertirmi. Ma Dio mi fa la grazia di darmi altri pensieri. Mi si era fatto credere che non vi fosse gran difficoltà ad ottener le dispense; mi son fidato ad andare avanti ed ora farò di tutto per uscir a dovere da quest'imbroglio. Se assolutamente la cosa sarà impossibile, spero che Dio non vorrà abbandonarmi e m'ajuterà a non lasciarmi indurre a niente di male. Ma essa onderà a stabilirsi a Ginevra e pensi V. E. se v'èpiit speranza che pensi a cambiare. Si perdono anche le speranze pel resto della famiglia* poiché la mia sposa avendo maggior talento della madre e della sia ha sovr'esse quell'ascén­dente che dà una buona testa, ed invece di ricevere influenza sarebbe capace d'esercitarla. lo, come può capire V. E., non potrò almeno per un pezzo pensare a maritarmi, e prego ' Dio che voglia aver riguardo almeno alla mia buona volontà, e non mi lasci tornare alla vita d'una volta. Fò tutti i miei sforzi per deciderla ad un'abjura, e vorrei poter dire a V. E. che a questo son mosso soltanto dal desiderio del bene della religione, ma purtroppo ci Ito un interesse pel quale non ne avrò merito avanti Dio. A ogni modo fa quel che posso e mi pare di non spregare interamente le mie fatiche. Ma questa Signora ha un sentimento profondo della coscienza, e quantunque purtroppo lo metta nell'errore, non si può non trovarlo lodevole poiché essa dice che senza esser persuasa non cambierà, se dovesse anche perder la vita; ed io che conosco il suo carattere dico a V. E. che queste non sono solamente parole. Ella però ha grandissimo desiderio d'essere istrutta legge, sente i discorsi; e quando si persuade di qualche punto è là prima a persuadere il resto della famigliò* Per esempio le ho fatto conoscere che i cattolici non credono la B. Vergine eguale a Dio, che non proi­biscono la lettura del Vangelo, ed altre cose che non sapeva, a da questi pregiudizi almeno, essa o la famiglia ne son libere. Creda che non si può essere di cuore più retto di audio che è, e che ogni giorno più mi confermo nella speranza die il tempo e la persuasione vinceranno lei, e con lei il resto della famiglia. Ma è impossibile farle precipitare quatta risoluzione; ed ella mi dice che ora temendo di risolversi pel desiderio di sposarmi sta doppiamente in guardia contro se stessa. Sia ch'in vada a Roma, sia ch'io faccia il mio affare per via dell'Arcivescovo di Milano, credo che dovrò ancora ricorrere alla bontà dell'E. V. per scrivere al card. Pacca, o al card. De Gregorio; venendo il caso ne pregherò l'È. V. con altra mia certo ch'ella vorrà sopportare tanti disturbi colla sua solita indul­genza; intanto
Ho l'onore di dirmi con tutto il rispetto
Dell'E. V. deu, db. servo e nip.
Massimo Azeglio.
[Milano, 18 maggio ì(l!)5.