Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'
anno <1943>   pagina <405>
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Ufi epistolario da raccogliere, ecc. 405
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Coi*11' Poppe, Nel ricevere questa mia avrai pensato che mettevo troppa solo nella nostra corri8pondenxa ma aprendola e trovando il foglio fatale di cui è gravida avrai capito che si trattava dell'affare .dui abbiamo coli amabile ebreo, o supposto die è recalci­trante al pagamento. La tua supposizione coglie precisamente nel varo, e quel che è peggio mi da una ragione alla quale non trovo risposta, mostrandomi nella lettera la frase pagherò contro ricevuta del fratello, e per conseguenza non d'altri. Ti mando dunque la "pièce justiucati ve onde serva per quel che il sig. Vincenzo crederà opportuno di fora, ma u prego insieme di dirgli che di questa cosa non stia in pensièro, che non essendo stato svaligialo, quei 15 scudi non mi hanno fatto la minima mancanza e vi sarà tempo di aggiustar i nostri conti.
Avrai ricevuta la mia da S. Severino, ove ti parlavo del mio cadetto dei doganieri; pur finirti la storia ti dirò che la mia trama è riuscita perfettamente e fottio tra lui ed il vetturino è giunto al punto cita ha amato meglio pagar l'intero viaggio e restar per strada, piuttosto che seguitare con 'Codialo oggetto e così me ne son venuto solo, colle mia gambe distese,-ed arrivato benissimo in Ancona ier Valtro, sul punto ora dipartirne per Forlì Jwranze, Ho trovato molte cose interessanti per il mio lavoro e fatto disegni, onde non ho perduto il mio viaggio. Ho trovato Mariannina benone svelta e vispa come avesse 20 anni. Ora caro Poppe adorato ti lascio e vado a far colazione. Salutami tutti in casa e prega il crocchio della sera a far qualche volta commemotozione di me. Salutami Bice e Nino, salutami gli amici del Casino voglimi bone e non aver paura che non ti rovinerò a spese di posta.
Massimo.
Ancona, 10 seti. 1845.0
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Ma- giustamente, i lettoti dell'epistolario di colui che non ebbe paura di prendere le redini del Piemonte dopo Novara* sgombrando e preparando il terreno alle soluzioni future, cercheranno con maggiore curiosità le note e gli accenti politici. E l'Azeglio non lì deluderà con la sua rude franchezza, che gli consentiva anche di mettersi da solo contro le idee dei più* sfidare l'opinione pubblica, rischiare per amore di verità e di coerenza la popolarità e la fama acquistate in un, trentennio di dedizione alla causa nazionale. Forse lo stesso Michelangelo Castelli, nel ricevere la lettera seguente, avrà scosso qualche poco il capo...
Cor" Amico, tale veramente, e caro lo posso proclamare. So lei non mi desse qualche nuova nessuno si muoverebbe a pietà d'un infelice Governatore. Grazio dunque di cuore.
Son qui per 3 o 4 giorni con licenza de' superiori: tanto più care m'arrivano le nuove.
La posizione dell'Europa è talmente anormale ora, che l'esperienza e le regole ordi­narie son divenuto inutili. Un tempo, Valleanza con Napoli fu il mio sogno. Ora c'è da aprir gli occhi a rizzar le orecchio. Per restituirgli la Sicilia no. Per difendere Bomba contro i suoi sudditi, noi Rischiare di trovarsi soli dar ii di tutte le frodi e bricconata Bor-bonixO'Ausuo-Papaline, no e poi no. Ma chi conosce Napoli {ed io'ho quest'onore) sa che razza d'acquisto sarebbe l'ammetterlo come è oggi. E se ci fosse chi s'incaricasse di sgras­sarlo, e fare corno Ercole atte stalle d'Augia più in là sarebbe un altro discorso. Poi c'è da pensare all'Europa; e c'è. inoltra da rifletterò elio a Napoli son cotto che non v'Ò il 59f, che voglia l'annessione. Chi dice altrimenti o non conosco il paese o conta Balle.
I) Roma, Musco Centrale del Risorgimento, b.a 547, fase, .16