Rassegna storica del Risorgimento

VENTURINI ARISTIDE ; SAFFI AURELIO
anno <1943>   pagina <407>
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Aristide. Veni usi ni v alcune Ietterò inedite, ecc. 407
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ARISTIDE VENTURINI E ALCUNE LETTERE INEDITE DI AURELIO SAFFI
11 dono fatto recentemente alla Biblioteca di Forlì dall'axchitotto Ven turino Ven­turini, di una lettera scritta da Aurelio Sani, il 23 novèmbre 1878 a suo padre avvocato Aristide, dopo l'attentato a Re Umberto avvenuto in Napoli sei giorni prima, permette di rievocare una nobile figura di romagnolo ed episodi di fierezza morale. Il Venturini. nato in Forlì nel 1843, vissuto a lungo in Bologna ed ivi morto nel 1924, fu circondati da molta stima e da molti amici; v'è cui lo ricorda farsi largo nelle cause con foga anche nei tardi anni, battagliero sempre ove vi fosse da chiarire il vero e da rendere giustizia. Il delitto contro il Sovrano, cui fece scudo col petto Benedetto Cairnli, suscitò specie in Romagna un'ondata di passione, nobile nei più, torbida in qualcuno. Si spiega con l'atmosfera arroventata dalle lotte politiche da un lato; da l'altro con l'atteggia­mento assunto da uomini rappresentativi, suggeriti dall'animo loro sereno come dalle particolari condizioni d'ambiente, in una terra inquieto da tempo per cause prossime e remote, spesso di non fucile governo. Artistidc Venturini, garibaldino nel 1866 a Bez-zecca e a Condino, direttore dell'Alleanza, periodico d'estrema, indirizzandosi al Con­siglio del Comune aveva bollata il misfatto di Napoli, mentre a Bologna, in un simposio, avendo udito da qualcuno dei presenti espressioni di compiacenza, alzatosi pieno di sdegno, rotto il bicchiere, usciva protestando...
Non meno significativo fa allora l'atteggiamento di Aurelio Saffi, ebe preso spunto da critiche vivaci mosse all'amico, cosi gli scriveva da casa:
Caro Venturini.
Gradite ch'io mi unisca ad altri vostri amici, inviandovi una parola di simpatia nel dolore che devono avervi recato le impressioni prodotto in alcuni dalla forma della vostra lettera al patrio Consiglio, in protesta contro l'attentato alla vita del Re: impressioni, che certo non interpretano l'animo vostro generoso e gentile, quanto indipendente e fermo nei suoi convincimenti. Purtroppo, fra le prove delta vita politica, una delle più gravi è di tro­varsi come separati, in tutme di un Ideale die si sente vero, dalla opinione e dalle consue­tudini de* proprii concittadini; ma quando uno stesso sentimento ci congiunge tutti nella affermazione di quella civile umanità, che sta sopra ad ogni differenza .di parte, i dissidi della politica dovrebbero temperarsi nel mutuo rispetto delle credenze sinceramente profes­sate e francamente rappresentale nella pratica della vita. Benanche, la momentanea cen­sura non deve contristarvi, se non come segno di quel generale turbamento degli animi, che ifrutto della tristìzia de* tempi. La giustizia dell'universale non vi defrauderà per questo, della stima che è dovuta alla bontà del vostro sentire, e alla fermezza del 'vostro carattere.
Abbiatemi con sincero affetto.
Vostro dev.mo amico A. Saffi.
H Triumviro aveva preso, di fronte al teiste episodio di Napoli, una posizione precisa e decisa. Nella seduta del Consiglio comunale di Forlì del 29 novembre, dopo un elevato discorso il presidente cav. Angusto M atteuccì ricordò che l'assessore Saffi aveva scritto di unirsi a qualunque dimostrazione del Consiglio che interpretando la comune coscienza suoni protesta contro all'attentato di Napoli.... Ecco infatti la lettera diretta al segretario capo del Comune, avvocato Antonio Santarelli :