Rassegna storica del Risorgimento
VENTURINI ARISTIDE ; SAFFI AURELIO
anno
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1943
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pagina
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409
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Aristide Venturini e alcune lettere inedite, ecc. 409
generali. Dopo la morte di Alessandro Fortis, -avvenuta in Roma il 4 dicembre 1909* ed in conseguenza di quella, si riparlò di Villa Buffi come di un preparativo inteso a rovesciare la monarchia; ma il "Venturini,, per quanto non presente, come s'è detto, costretto ad assistetela moglie agonizzante, volle darne la prova contraria pubblicando nel Resto del Carlino del 6 dicembre, questa lettera di Eugenio Valzania a Rodolfo Rossi:
Coro Rossi, Il noto convegno per decidere sulla condotta da tenersi per le elezioni politiche, di cui ti parlai, è fissato per il giorno 2 agosto prossimo. È assolutamente necessario che tu sii presente insieme a Venturini e Fortis. Alle ore 11 del mattino ci troveremo tutti atto stabilimento dei Bagni di Rimini. Prima di quel giorno avrei bisogno di parlarti. Dimmi dove potrei vedérti. Rispondimi ed abbiti una fraterna stretta di mano. Cesena, 18 luglio 1874.
Aff.mo amico Eugenio Valzania.
Quando il Venturini aveva occasione di parlare con Alessandro Fortis di quell'episodio, dice egli stesso ch'era tema di onesta ilarità il rammentare che gli scritti dall'accusa ritenuti più compromettenti, erano di suo pugno e carattere; il Fortis però negò di riconoscerli per tali. Fino a pochi mesi prima di morire, lo statista romagnolo ebbe a ripetere all'amico di tanti anni e di sventure elettorali in Bologna, il desiderio che aveva di chiarire una volta per sempre il vero sul processo di Villa Rum; divisarono anzi di farlo insieme per una ragione che appare fin troppo evidente. Fra le lettere di interesse storico o di personalità eminenti e le carte che il figlio dell'avvocato Venturini conserva, mentre altre, in accordo con la vedova del fratello Giovanni furono di recente donate al Comune di Bologna insieme a 15.000 volumi, v'èuna dichiarazione singolare sottoscritta da due patriot ti romagnoli, che conferma l'innocuità del convegno incriminato sul colle ridènte del Covignano:
Bagnacavallo, 6 agosto 1874
I sottoscrìtti indignati, ma non meravigliati, dell'atto illegale e senza verun pretesto perpetrato dal Governo contro i cittadini Italiani radunati in Villa Ruffi il giorno 2 coir., dichiarano di considerare come propria Voffesa recata al diritto e alle persone dei loro amidi' dichiarano di voler essere a parte coi medesimi di tutta la responsabilità dell'operato di loro in quell'occorrenza, certi del resto che nulla di meno legale o di meno leale può essere ascritto a ciascuno di coloro che facevano parte di un convegno, a cui solo la farsa incosciente del diritto e della dottrina di Stato poteva dar il termine ch'ebbe la riunione del
sopracitato giorno.
Per gli amici
Cesare Melandri
Ruggero Anichini.
Tra quelli non presenti a Villa Buffi, per vario motivo, ma solidali con i pretesi congiurati e desiderosi di seguirne le sorti, vi fu Antonio Fratti, arrestato lo stesso giorno alla stazione di Binimi.
Aristide Venturini fu dei capi più influenti della democrazia repubblicana, dalla tribuna, nel giornalismo, nel foro, nelle lotte tutte che precedettero e seguirono il periodo di trasformazione del partito in elemento della vita parlamentare; egli favori la evoluzione politica intesa ad immettere nelle pubbliche rappresentanze le forze in contrasto con la forma dei regime, operanti nei limiti della legge per un interesse superiore.