Rassegna storica del Risorgimento

VENTURINI ARISTIDE ; SAFFI AURELIO
anno <1943>   pagina <411>
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H' LIBRI E PERIODICI
GENNARO MAHIA MONTI, Gli Studi italiani di Storia medievale e moderna nel quinquen­nio 1936-1940 con appendice; Napoli, Miccoli, 1942-XX, in 8, pp. 350. L. 60.
Il volume di rassegne dei nostri studi di storia medievale e moderna dal 1936 al 1940, che ci regala Gennaro Maria Monti spissum sane opus et operosum non e propriamente e soltanto quello die si dice una e bibliografìa ragionata, e un. valido ausilio di avvertimenti e di richiami per lo studioso in generale È piuttosto, o riesce, al di là della queta modestia dello scrittore, ad essere un sw-aev, un panorama di un momento critico della storiografìa italiana, del passaggio, com'egli stesso reiteramento ci avverte, dal lavoro di pura iniziativa individuale al sistema di più ordinata colla­borazione entro le gnide di particolari e sempre più numerosi e organizzati istituti di ricerca, sorretti e armonizzati, nella loro fatica, dalla riforma attuata, nel 1935, dal­l'Eccellenza Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon, e dall'organo centrale, che di quella riforma rappresenta il più tangibile frutto e il fuoco unificatore.
Di questa riforma e delle necessarie conseguenze sue sugli sviluppi della sto­riografia nostrana nel quinquennio preso in esame, il Monti considera più che il motivo politico ed educativo, che l'ha animata, il valore essenzialmente tecnico, ch'essa assume, riallacciandola ad antichi e recenti voti in tal senso, di studiosi non soltanto italiani, ma anche stranieri. Come chi dicesse, un bisogno dei tempi, senza starne a indagare troppo remotamente le ragioni dialettiche. Dico, troppo remotamente: che, su questo piano, e con quell'apertura di orizzonte, che abbiamo indicata, non era pos­sibile evitare una premessa sui più recenti conflitti metodologici e sulle loro soluzioni già avviate o profilatit;isi in un prossimo futuro.
Una premessa, che vale anche a correggere l'andamento analitico e le sistemazioni nn po' empiriche della materia trattata. Nate, in gran parte, queste rassegne, come consuntivi annuali del lavorio storico nazionale in vista delle riunioni della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, è rimasta inevitabile certa frattura degli sviluppi storici della storiografìa stessa, non facilmente atti ad essere serrati entro ì brevi limiti temporali prescelti. Una difficoltà, ehi pensi, resa maggiore dal fatto che non pochi studi si vengono pubblicando, a pezzi e bocconi, secondo esigenze affatto estrinseche di turno fra i collaboratori, in riviste e giornali; sì che assai spesso la datazione, spesso artificiale, dei lavori pubblicati non indica affatto il reale progresso delle ricerche. Anzi, aggiungendosi a questi fatti i ritardi dell'editoria libraria, l'ordine di svi­luppo ne resta, più che turbato o spezzato, addirittura, nei più bizzarri modi, stravolto. Tanto, com'è noto, perla particolare attività di questo o di quello studioso, che perle correnti metodologiche in conflitto o in via di superamento, l'appuntarsi della ricerca su tempi, aspetti, stile della storiografia contemporanea.
Indagini sullo svolgimento di questa non mancavano per il periodo anteriore a quello preso in esame dal Monti. Egli stesso ne aveva presentato, nel 1940, un succinto quadro, limitato agli studi di storia medievale dal 1836 in poi, che qui riappare, con qualche taglio, in appendice. E basterà ricordare, per la migliore veste di sintesi, le due premesse, rispettivamente, delTEgidi e del Lemmi alle guide bibliografiche della Fondazione Leonardo su La Storia medioevale (1922) e su II Risorgimento (1928), la più recente di Rodolfo de Mattel a quella su La Storia delle Dottrine politiche (1938); per non dire, naturalmente, della crociana Storia della Storiografia italiana e delle ottime note, che Walter Maturi pubblica, tra il 1929 e il 1980, so non erro, nella .Rivista Storico Italiana, sui più spiccati orientamenti metodologici dell'ora. Documento notevole* perchè vivo di vita propria e attuale, anche BC privo di appigli bibliografici, il dibattito ebrea i limiti e il valore della Storia del Risorgimento italiano conservato negli atti del Congresso di Bologna (1935) del nostro Istituto. Posteriore, di fatto, VIntroducono alla Storia del Risorgimento di Alberto M. Ghisalberti, che pur tocca, con arguzia, del vario