Rassegna storica del Risorgimento
VENTURINI ARISTIDE ; SAFFI AURELIO
anno
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1943
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pagina
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428
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Vita (ìelVIstituto
rievo vocazioni della Coscienza détta nazionalità in Italia nel Medioevo (1915) e della Tradizione di Roma nel Medioevo (1935); gli studi sui Pontefici di Dante (1935); Per la storia dell'attentato di Anagni (1921); dei Giubilei del 1300 e del 1350. Ma oltre che nelle pubblicazioni, specialmente nelle sue lezioni, preparate con infinita cnra e dette con calda eloquenza, Egli affrontò la ricostruzione di figure complesse quali quelle di Arnaldo da Brescia, di Cola di Rienzo e di Bonifacio Vili, e di momenti salienti della storia del pensiero mediocvale quali quello rappresentato dalle concezioni politiche di Dante.
Durante la guerra del 19151918 Egli partecipò vivamente e con passione d'italiano alla nuova e intensa vita della patria.
Redattore col Cena e col Marcucci del Piccolissimo, giornale per i ragazzi edito dal Comitato laziale della Unione insegnanti italiani nel 19171919, attese con fervore all'opera di redenzione delle popolazioni rurali della Campagna romana. E subito dopo la pace prese parte viva alla lotta politica, collaborando con tutte le forze sorte in difesa dei valori della patria e della vittoria.
Deputato della lista nazionale nel 1924, fu chiamato a reggere il Ministero della Istruzione Pubblica, dopo il Casati, dal 6 gennaio 1925 al 9 luglio 1928. Ricondusse la scuola italiana, ancora in crisi per le profonde trasformazioni subite in seguito alla riforma Gentile, a un ritmo di vita normale; prese provvide e opportune iniziative in favore delle Biblioteche, istituendo anche una nuova Direzione Generale per il loro governo, promosse la pubblicazione dell'edizione nazionale dei classici, affidata alla R. Accademia dei Lincei, e i lavori per il recupero delle navi romane del lago di Nemi, emanò i provvedimenti per la fondazione della nuova grande Accademia d'Italia, seppe rappresentare il Governo con dignità non disgiunta da fervore di cattolico nelle prime intese fra Chiesa e Stato che preannunziarono già nel 1928 il nuovo clima dei patti laterancnsL
Uscito dal Ministero le doti da Lui rivelate come uomo di Governo, la Sua rettitudine, il grande prestigio acquistato, il Suo riconosciuto equilibrio, gli riserbarono ancora un posto eminente nella vita nazionale. Fu Senatore, Ministro di Stato, Commissario di S. M. il Re presso la Consulta Araldica, Presidente dell'Istituto Poligrafico dello Stato e di diversi grandi Istituti di cultura, quali l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, la R. Deputazione romana di storia patria, l'Istituto di Studi Romani, Consultore della Giunta Centrale del nostro Istituto. In tutte queste cariche Egli portò la* stessa cura assidua e intelligente, lo stesso senso scrupoloso dei suoi doveri, la stessa completa dedizione alla difesa degli interessi dello Stato. Particolarissime benemerenze acquistò verso l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo e la R. Deputazione romana di storia patria che condusse ambedue a grande floridezza.
A tanto fervore di opere dell'uomo pubblico corrispondeva una non meno viva attività nella vita privata, che, specialmente nell'ultimo ventennio, fu per tanta parte dedicata ad organizzare nella sua terra natale opere di beneficenza con uno spirito di cristiana ed umano solidarietà ch'era al di sopra di ogni particolare interesse.
La morte Lo colse nel pieno della sua benefica attività ed Egli, ch'era pienamente consapevole della sua fine imminente, volle rimanere fino all'ultimo al suo posto di lavoro, dando ancora una volta prova dell'alta coscienza morale e religiosa che aveva ispirato tutta la sua vita.
Alla memoria di tanto Uomo la Rassegna Storica del Risorgimento invia il suo salutò: reverente e commosso.
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