Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <443>
immagine non disponibile

Gorizia ottocentesca, ecc.
443
il Pettine, del 15 settembre, così aveva elogiato gli organizzatori:
La Società filarmonicodrammatica goriziana è riuscita a divertirci colla coopera­tone della democratica di Pieri Zorutt di Udine. Alla prima spetta l'onore dell'inizia­tiva e diciamo in coro: Brava, brava, la Direzione 11

Dopo sette anni di gravi e tormentose lotte si dischiudeva alfine, per Carlo Favetti, uno spiraglio per la sua futura riabilitazione.
H podestà conte Carlo Coronini, non curandosi delle noie, che gli avrebbero potuto procurare i suoi consenzienti, nominava il Favetti segretario della commissione sanitaria comunale, con un modestissimo emolumento mensile.
11 primo passo, e forse il più difficile, era così fatto. E ben lo ave­vano compreso i suoi sinceri amici, che avevano festeggiato tale nomina con feste, discorsi e banchetti, svoltisi nella più schietta allegria.
Nella seconda decade di settembre, s'era parlato con sempre maggior insistenza d'una probabile sosta, alla stazione di Gorizia, di S. M. Vittorio Emanuele II durante il suo viaggio a Vienna e Berlino.
Anche H Pettine, del 15 settembre, prevedendo qualche antipatica sorpresa da parte della imperialregia polizia, così avvertiva i suoi lettori:
Telegrammi. Torino 11 Settembre. Si dice che S. M. il Re si fermerà a Gorizia 50 mimiti onde far conoscenza col l'onorevole vostro Consiglio municipale.
La frecciata contro il Consiglio, prono alle autorità governa­tive, doveva trovare la sua spiegazione dopo i fatti che s'erano verificati.
Sua Maestà era partita da Torino il giorno 16, con un seguito di 82 personaggi, tra cui il Principe di Carìgnano, il Duca d'Aosta, i ministri Minghetti e Visconti-Venosta, il sen. Visone in sostituzione del mini­stro della Real Casa, il comm. Aghemo, capo del Gabinetto particolare di S. M., i generali Bertole-Viale, primo aiutante di campo, Dezza e Lombardini.
Non appena il treno reale, composto di sette carrozzoni, era stato avvistato all'altezza di Piedimontc del Calvario, la folla, assiepata nei pressi della stazione, aveva rotto i cordoni della polizìa, che le impe­divano di poter andare incontro al suo Re, per manifestargli tutto il suo immenso amore e la sua grande speranza.