Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <444>
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Ranieri Mario Cassar
Ma contro d'essa s'erano avventati furiosamente i poliziotti, con Io sciabole sguainate, per respingerla e procedere all'arresto dei più ardimentosi,
L'Isonzo che, dopo gli spiacevoli fatti avvenuti, aveva voluto ripor­tarne un'estesa relazione era stato sequestrato.
Le prime conseguenze di quel memorando 17 settembre, erano state le dimissioni del podestà conte Coronini, il giorno appresso, e la nomina d'una commissione d'inchiesta, eletta dal Consiglio comunale.
H Pettine, del 1 ottobre, così commentava l'accaduto:
Rappresaglie poliziesche.
Il giorno 16 dell'or trascorso Settembre di grata memoria, la nostra Gorizia era lieta e festante per l'arrivo di Sua Maestà il Re df Italia e fino dalla sera per spon­tanea iniziativa spingeva il nostro popolo a stormi i suoi passi verso la via che mette alla stazione ferroviaria all'unico scopo di dare il benvenuto all'augusto ospite, cugino del nostro Sovrano, ritenendo per fermo giusto ed equo, che festeggiar si dovesse un si lieto avvenimento, in conseguenza del quale sparivano i rancori del passato per far luogo alla più cordiale relazione di due potenze affini.
come tutto il mondo incivilito tende a declinare l'idea del guerreggiare, così anche la pacifica popolazione ne giojva della seguita riconciliazione dei due Monarchi e forte di questa coscienza, lieta lieta percorreva la via prefissa, sollecitando a gara il cammino per giungere dapprima ai migliori posti.
Quanto si fosse deluso però nelle sue aspettative il nostro popolo, lo provano a sufficienza i fatti in appresso, dacché ne risulta da questi, che la nostra polizia ritenne delitto quanto da noi tutti fu considerato un dovere!
Ed invero che lo stato d'assedio non avrà mai spiegato un apparato di forze esecutive tanto vigili e cagnotte, come seppe disporre in quest'incontro la polizia nostra, affine d'impedire, che il nostro pubblico porga il suo saluto al Re Galantuomo!
Chiuso era ogni portale che mette alla stazione, e per ordine superiore vietato l'accesso perfino alla trattoria, il perone ferroviario dal ponte sino ai magazzini era occupatissimo di guardie di polizia e militari onde rendere impossibile al pubblico qualsiasi appostamento.
Varie correvano le versioni fra il pubblico, con cui si volle interpretare l'inattese disposizioni e chi in un senso e chi nell'altro ne cercava d'indagare i motivi. Generale però manifestava! il risentimento e dalla maggioranza veniva designata l'azione come vera rappresaglia.
Non i ogliamo più oltre ritoccare i fatti deplorabili avvenuti al momento dell'ar­rivo dell'augusto ospite, siccome la stampa ne ha esteso questi giorni i più minimi dettagli; ci resta però ad osservare, che non potremo mai comprendere la causa per cui la milizia ai prestasse a rappresentare in quest'affare una parte doppia, dacché si desume dal fatto, che mentre una compagnia comandata da un giovane capitano faceva gli onori al Re, i singoli militari malmenavano il pubblico a calci di fucile, perchè si disponeva a fare la stessa ovazione. Strana contraddizione davvero!
Speriamo, che la commissione d'inchiesta, nominata nel seno del consiglio, non si lascierà imporre condizioni da chissisia, ma cercherà por amore del vero di svelare