Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1943
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Ranieri Mario Cossàr
presidenti aw. Giovanni Rismondo (1874), aw. Giovanni Jena (1875) e aw. Francesco Verzegnassi (1878), un'efficace attività politica, tendente a viepiù far conoscere ed amare l'Italia nostra.
Una biblioteca popolare circolante, ad esso annessa, aveva avuto per compito la diffusione fra il popolo del buon libro italiano, fattore di educazione e di eroico patriottismo.
L'alta cultura doveva trovare in studiosi ed oratori di vaglia i suoi propagatori presso di noi. Durante il corso degli anni avevano onorato quest'istituzione: Roberto Bracco, Innocenzo Cappa, Ippolito Tito d'Aste, Angelo De Gubernatis, Salvatore Farina, Antonio Fradeletto, Giuseppe Giacosa, Giuseppe Girardini, Pier Silverio Leicht, Giuseppe Marcotti, Dino Mantovani, Guido Mazzoni, Giuseppe Picciola, Riccardo Pitteri, Pietro Sbarbaro, Emilio Silvestri, per ricordare alcuni fra i più noti.
H commissario della Casa di pena di Gradisca in un rapporto, del 9 novembre 1873, diretto al presidio della Luogotenenza di Trieste, comunicava che Carlo Blasig facente parte, sino dal 1867, del Comitato segreto rivoluzionario di Udine, dal nome Associazione Triestino-Istriana d'azione-pel riscatto, le cui tracce erano state da Gradisca scoperte s'era stabilito in Udine, ove gestiva la Tipografia Carlo Blasig e Comp.
La tardiva scoperta, aveva provocato, il 28 novembre, una risposta al presidio della Luogotenenza, da parte del procuratore superiore di Stato Ferrari.
Si rileva da questa che al procuratore era ben noto il domicilio del Blasig o Blas, il quale dopo la decisione della suprema Corte di giustizia e l'applicazione dell'amnistia, del 7 febbraio 1871, avrebbe avuto da espiare ancora un anno e sei mesi di pena.
Una copia della risposta era stata comunicata anche al suddetto commissario, con la raccomandazione di far arrestare il Blasig non appena avesse varcato il confine.
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Per il XXV anniversario di regno dell'imperatore Francesco Giuseppe I, il giorno 2 dicembre, il Comitato Triestino aveva pubblicato, il giorno innanzi, un infocato proclama antiaustriaco.
I patriotti triestini e goriziani avevano inoltre messo in azione un mezzo ancor più efficace, per riaffermare i loro ardenti sentimenti