Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1943
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pagina
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447
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Gorizia ottocentesca, ecc. 447
di italianità e rispettivamente di sprezzo contro il dominatore straniero.
Verso le ore 18, mentre in Gorizia aveva luogo la luminaria inscenata da alcuni funzionari austriaci, era scoppiato fragorosamente un petardo sulle scale della casa de Stabile in piazza Grande, che aveva mandato in frantumi le invetriate di due finestre, due statue di gesso ed alcuni vasi di fiori, all'ingresso della sede del Gasino Concordia sodalizio dello sparuto partito austriacante i cui soci avevano organizzato una festa di ballo, per solennizzare quell'anniversario.
Un altro petardo era stato trovato, verso le 20, nell'atrio della casa Pauletig in via dei Signori, abitata dall'aw. Luigi Pajer, da Giacomo Sandrin, addetto alla calzoleria situata nella stessa casa. Questi, ritenendolo un mozzicone acceso, l'aveva raccattato da terra, per accendervi il proprio sigaro. Ma, accortosi di ciò che si trattava, s'era affrettato a spegnerlo.
Un terzo petardo era scoppiato nelle vicinanze dell'Hotel Brandt frequentato da elementi austriacanti.
Un quarto petardo infine era stato trovato, senza tracce d'ustione, la mattina appresso, nella latrina dell'Albergo Marzini nella cui sala maggiore si riunivano i soci della Citannica, gabinetto di lettura per slavi e tedeschi cne, in quell'anno, comprendeva una cinquantina di soci.
Le indagini, per scoprire i petardieri, erano state affidate al commissario di polizia Francesco de Marquet.
In Trieste, nella stessa sera verso le 20, erano stati lanciati due petardi nella casa del cav. Carlo de Rittmeyer, in via del Torrente, e la sera seguente, verso le 18, era stato gettato un petardo dinanzi il negozio Scabar, di fronte al Caffè della Stella Polare, in via Sant'Antonio Nuovo. V'erano rimaste ferite tre persone.
La polizia, sospettando un'intesa fra i petardieri triestini ed i goriziani, telegrafava al de Marquet, il giorno 3, di venir immediatamente a Trieste, per conferire di cose inerenti all'ufficio.
L'assenza di quel commissario da Gorizia, era stata un vero dono della provvidenza, per i nostri patriotti.
Mentre questi, al suo ritorno da Trieste, aveva già pronto il suo piano d'azione, il Tribunale circolare trasmetteva appena il giorno 4 alla direzione di polizia questa
N. 581P. -Nota
Nell'investigazione croi pendente per l'esplosione di petardi in parte avverata ed in parte attentata nella sera del primo dicembre a. Ci in questa città, fatto che