Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <448>
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Ranieri Mario Cossàr
vertirebbe la qualifica dei 65 e 85 C P., s'interessa la sua gentilezza d'informare con tutta sollecitudine, se nelle indagini attivatesi riguardo agli identici criminosi Conati successi in quella sera a Trieste abbiasi scoperto qualche speciale connessione col fatto in Gorizia o rilevato dei sospetti od indizi contro qualche individuo di Gorizia.
Nota, che con tutta probabilità, mai doveva ottenere un'esauriente risposta.
Il Tribunale provinciale di Trieste faceva eseguire dagli organi di pubblica sicurezza, il giorno 6, una perquisizione domiciliare a Marco Bassich, Pietro Bellafronte, Gioacchino Bertini, Giuseppe Caprin, Giuseppe Eliseo, Michele Eliseo, Edgardo Rascovich, quali sospetti al crimine di alto tradimento.
Né meno attivo s'era dimostrato, in quei giorni, il Tribunale circo­lare di Gorizia col far praticare perquisizioni personali e domiciliari al redattore di H Pettine, Pietro Bressani, al negoziante di chincaglierie Giuseppe Fitz, al barbiere Luigi Merlo, all'addetto all'Impresa di pompe funebri Giuseppe Trampus, Giovanni Miseri, e all'impiegato dell'ufficio catastale, Alberto Urbas.
Il commissario de Marquet, dopo una di queste sue fatiche, così comunicava l'inutile esito ad un suo collega di Trieste:
Gorizia, li 7 Decembre 1873. Caro Franai !

Questa notte ho effettuato cinque perquisizioni domiciliari ed un arresto: pre­cisamente di Giovanni Miseri.
Purtroppo senza risultato; causa i molti giorni perduti per prendere gli accordi col Tribunale, era stata naturalmente già sonata la campana d'allarme,,e concesso il tempo, per fare sparire tutte le cose più immaginabili.
B tuo vecchio Marquet.
Fortemente indiziato, per il collocamento del petardo scoppiato sulle scale della casa de Stabile, appariva Pietro Bressani, il quale non era però stato arrestato. Non cosi Giovanni Miseri, che aveva dovuto subire un carcere preventivo d'una ventina di giorni.
Il giudice inquirente aveva trasmesso, il giorno 11 dicembre, alla registratura del Tribunale circolare e a quella della Pretura urbana, quest'ordine:
Ad N.o 581D.
Si estragga la fedina criminale e delle contravvenzioni ai nomi di:
1. Giuseppe Fita fu Antonio, d'anni 30, di Gorizia, negoziante.
2. Giovanni Miseri fa Giovanni, d'anni 30, da Gorizia, ora segretario dell'Im­presa delle Pompe funebri.