Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1943
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452
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452
Ranieri Mario Cossàr
all'uopo per ordine sovrano, dall'i, r. tenente maresciallo conte Bylandt incaricato assieme al tenente colonnello di stato maggiore Groller di accompagnare l'augusto ospite alla capitalo, nonché dal conte Robilant ministro d* Italia a Vienna. Il conte Bylandt consegnò a S. A. il principe ereditario d'Italia un autografo di S. M. l'imperatore Francesco Giuseppe. Dopo di che il principe Umberto passò in rassegna la compagnia d'onore schierata alla stazione con bandiera spiegata mentre la banda suonava la fanfara reale, e la fece defilare.
Prese poi nella sala d'aspetto di seconda classe un souper preparato dall'i, r. cucina di corte ed al quale furono invitate le persone del seguito ed i personaggi che ebbero a complimentarlo. A ore 8.20 pom. partì alla volta di Vienna col treno imperiale inviatogli dall'imperatore.
Molti cittadini eransi recati alla stazione per salutare S. A. R. ma non potendo ottenere l'accesso nell'interno della stazione, riservato a persone privilegiate, si portarono lungo l'argine della ferrovia e presso lo steccato della stazione. II principe rispose gentilmente al saluto direttogli dagli astanti.
Il passaggio per Gorizia del tataro Re Buono, non aveva avuto nessuna spiacevole conseguenza per i goriziani, che numerosi erano accorsi per esprimergli tutti i sentimenti del loro cuore.
Nonostante Virginio Mengotti fosse stato il fondatore della Società filarmonico-drammatica goriziana veniva radiato dal novero dei soci. Quest'espulsione aveva sollevato le proteste d'alcuni direttori di quella società, come si rileva da L'Isonzo, dei 28 luglio, sotto il titolo:
Articoli comunicati,
L'Isonzo N. 57 portò fra gli articoli comunicati una lettera della Direzione della Società filarmonicodrammatica goriziana colla quale viene dichiarato escluso dalla Società il Sig. Virginio Mengotti*
Non è questo il luogo di sindacare l'atto di esclusione, ma siccome quest'ultima fu pronunziata per differenze e gare puramente personali e futili più. che altro, così ci troviamo indotti di esprimere il nostro rincrescimento che si abbia voluto dare una odiosa pubblicità ad una questione interna della Società. Dobbiamo tanto più deplorare quella pubblicazione, perchè fatta in quel modo e senza indicare i morivi dell'esclusione è essa un grave ed immeritato insulto diretto ad un nostro consocio, a colui che è fondatore della Società, e che dedicò al prosperamento di lei le cure più assidue ed efficaci anche con grave sagrificio dei propri interessi.
Il comunicato portava la firma di tre provati patri otti: Francesco Bozzolo, Francesco Candutti ed Antonio Streinz.
Ma il Mengotti, anche dopo quella esclusione non aveva abbandonato il teatro, palestra d'irredentismo nelle terre giuliane, accontentandosi di dare il suo modesto contributo al marionettista Antonio Reccardini, per lo stesso scopo.