Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <454>
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Ranieri Mario Cossàr
Ma quel confronto, nonostante la passeggera ondata slavofila di quei tempi è risaputo che una Legione italiana, capitanata dà Pasquale Sgarallino combatteva in Erzegovina aveva avuto un'eco nella rivista umoristica bimensile goriziana L'Ape, eoi seguente stel­loncino, comparso il giorno 11 marzo: Un secondo Garibaldi.
Ah il lirismo, il lirismo! Molte volte fa lare dei grossi* spropositi. U Isonzo, raccon­tando i funerali del Dr. Carlo Lavrie. chiude il suo commovente articolo così: tale è il Garibaldi degli Italiani, tale fu il Lavrie degli Sloveni (!!!!! 1 ! I). Auguriamo loro e di cuore un altro come quello.
Che Lavrie aia stato un brav'uomo, onesto, caritatevole ecc. ecc. ciò è innegabile t l'unanimità della stampa nel riconoscerlo prova com'egli godesse le simpatie di tutti i partiti. Ma paragonarlo all'eroe dei due mondi?!
Ah questo è troppo!
Matteo Renato Imbriani-Poerio che, qualche anno prima. aveva impalmato la figlia del generale Francesco Scodnik, nato in Canale d'Isonzo, antesignano del volontarismo giuliano nelle guerre del Risor­gimento italiano faceva uscire in Napoli, il 10 marzo, il primo numero de L'Italia degli Italiani.
Questo giornale doveva esercitare un grande influsso sulle idee dei nostri patriotti che stavano in segrete relazioni con i redattori.
Un volontario triestino del Cinquantanove, che per prudenza si celava sotto le iniziali G. S. gli scriveva, il 5 giugno: ')
Una nuova manifestazione d'italianità, di vita italiana, l'abbiamo nella ideata riunione dei delegati di tutte le Provincie italiane dell'impero austriaco. La pa-riottica Società del Progresso se ne è fatta iniziatrice, e VIsonzo, tra i giornali del Friuli e dell'Istria, uno dei più arditi, si esprime con nelle parole, e dice che sarà solennizzato, come giorno di patria storia, quello in cui si radunerà il primo congresso dei rappresentanti di Trieste, dell* Istria, del Goriziano, del Trentino, di Fiume, della Dalmazia; e che la voce che uscirà da quel comizio sarà voce alta, concorde, solenne, di quante stirpi italiane vivono (leggi: gemono) nelle provincie appartenenti all'impero: e chiederà prima di tutto che le genti italiane non ven­gano defraudate della lingua nativa nelle scuole pubbliche.
Qualche tempo prima il garibaldino gradiscano Marziano Ciotti, dei Cacciatori delle Alpi, aveva fatto pervenire a Stefano Canzio una carta topografica del Goriziano, in cui presumeva si potesse svolgere una azione insurrezionale.
*) LAPEGIVA N.. L'Italia degli Italiani. Napoli, 1932.