Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <455>
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Gorizia ottocentesca., ecc. 455
Carlo Favetti, il patriotta senza macchia, doveva attendere ancora la sua completa riabilitazione ufficiale. Chi per lui lavorava correva sempre il pericolo di tirarsi addosso tutta V ira della polizia austriaca.
Lo conferma LIsonzo, del 13 settembre:
La guistìone Favetti, che per tanti anni ha già occupato ministri, luogotenenti, vicecapitani provinciali, capitani distrettuali, commissari e tanti altri personaggi che godono più o meno la fiducia della polizia, si ebbe di questi giorni un'eco a Trieste.
Il Cittadino che volle non a guari occuparsi supponendo di aver da fare colla cosa più inocua di questo mondo, fu sequestrato. La quistione Faretti è di natura delica­tissima, e chi non sa trattarla coi guanti... sissignore proprio io guanti, si brucia la pelle..
Chi è codesto sig. Favetti ? si chiedeva l'autore dell'articolo incriminato. Egli è il signor Carlo Favetti, un fior di galantuomo, un cittadino molto eccellente per sapere e per sociali virtù, il quale, in ilio tempore, per qualche sua interpretazione dei codici di libertà politica divergente dalle interpretazioni che a quel prodotto del civile progresso davano le i. r. autorità, veniva condannato, per reato politico e per­deva la carica di segretario comunale di Gorizia. E più innanzi: e Egli è purtroppo notorio che il Favetti si è compromesso politicamente e che per tale causa fu condan­nato a sei anni di carcere e perdette impiego e pensione.
Ma notorio è pure che impieghi altissimi sono coperti da persone le quali furono con­dannate alla pena di morte (p. e. S. E. il conte Andrassij Red.) per reati politici, i quali, giudicando della proporzione della pena, devono essere stati più gravi di quelli del Favetti.
D'altronde le amnistie del 1867 e del 1871, se non hanno ripristinato il Favetti nell'impiego e nel godimento della pensione gli hanno però ridonato la vita civile ed i diritti che competono ad ogni cittadino, fra i quali quello di ottenere pubblici impieghi.
L'articolo terminava riportando il deliberato del comitato del Consiglio comunale che aveva fatto mettere a voti:
1) Di far pubblicare l'editto di concorso al posto di segretario comunale sotto le condizioni portate all'ultimo editto, fissando il termine di sei settimane. 2) Di por­tare a conoscenza di S. E. il sig. luogotenente- il tenore del rapporto in riscontro del rescritto 5 luglio a. e. N. 1355.
Le proposte erano state accettate ad unanimità.
Antonio Tabai, aveva fondato in quell'anno II Goriziano e n'aveva assunto anche la direzione. Questo giornale era il portavoce dei patriotti d'avanguardia, di tendenza repubblicana, in chiara antitesi col partito liberale.
Ai sequestri dovevano susseguirsi sequestri, sin dall'inizio della sua uscita, anche per la semplice riproduzione di articoli già comparsi sui giornali di Trieste, quali per esempio quello su // Cittadino, del 12 otto­bre, di questo contenuto:
Oggi col treno ferroviario delle 8 e mezza antim. arrivò qui il barone Weber col luo­gotenente bar. Pino, i quali subito partirono per la Bassa coll'intenzione si dice, di pren­der nota quanta truppa potrà prendere quartiere nei villaggi confinanti col vicino regno.