Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <456>
immagine non disponibile

456
Ranieri Mario Cossàr
L'elezioni per la Dieta provinciale avevano dato motivo ad aspre polemiche fra l'aw. Pajer, che cercava di scalzare l'accasa mossagli d'esser un candidato governativo, e il corrispondente di II Cittadino. Sul giornale triestino si potevano leggere di queste battute:
JXon mi occorre la prova di questo voto per sostenere che il Dr. Pajer sia un candidato governativo. Lo provano ad esuberanza la sua carica, la croce, la nobiltà, le sue relazioni, la circostanza che nelle elezioni cittadine degli ultimi anni col governo vinse e col governo cadde.
Ma queir elezioni dovevano dischiudere più ampi orizzonti all'av­vocato Pajer che, nel 21 aprile, veniva eletto capitano provinciale di
Gorizia.
* *
Davanti al cadavere del proprio padre, l'Imbriani aveva giurato, nel febbraio 1877, in presenza di tre fiduciari triestini di recarsi nelle terre irredente. D'allora in poi il neologismo irredento, doveva venir accettato, come espressione sintetica, da tutti i popoli soggetti a straniero dominio.
Nel settimo centenario della battaglia di Salvore, il 21 maggio, veniva fondato in Napoli il sodalizio Pro Italia irredenta. Costituivano il primo comitato: Giuseppe Àvezzana, Giovanni Bovio, Federigo Cam­panella, Giuseppe Garibaldi, Matteo Renato Imbriani, Aurelio Saffi, Luigi Zuppetta, nomi cari al cuore d'ogni irredento. Appartenevano alle sue ramificazioni il Comitato TriestinoIstriano in Roma, il Comitato Triestino di Azione in Trieste e i vari corrispondenti della Venezia Giulia.
L'elezioni per il Consiglio comunale, svoltesi nel mese di febbraio, avevano portato al seggio podestarile l'aw. Giuseppe Deperis.
Poco appresso, fra l'esultanza dei patriotti di provata buona tem­pra, Carlo Favetti veniva rieletto segretario del Comune di Gorizia.
La nomina era stata festeggiata con banchetti accompagnati da cordiali discorsi allusivi alla santa causa italiana.
Il Favetti contava allora 58 anni. L'età e le più amare esperienze lo avevano maturato a severi consigli.
D'allora rinserrò nel profondo del cuore ogni pensiero estraneo al Comune e alla famiglia, dedicando a questi suoi amori tutte le forze della sua monte e tutte le risorse del suo spirito illuminato.
Se al Favetti era finalmente dato di poter godere un po' di pace, altri patriotti dovevano incominciare la salita del Calvario, per il sacro ideale della Patria amata.