Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <457>
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Goriaa ottocentesca, ecc.
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H pasticcerò Domenico Conforto, accusato d'avere scritto una lettera minatoria al principe arcivescovo di Gorizia, dott. Andrea G-oli-mayr, veniva prosciolto di quell'accusa, dopo un lungo periodo di carcere preventivo, perchè s'era dichiarato estensore di crocila lettera l'agente cambiavalute, Filippo Fornasir, che aveva fatto in tempo a riparare in dividale del Friuli.
Il Conforto aveva collocato anche una bomba, mentre stava per passare la banda militare di ritorno dal bosco Panovizza, sotto l'atrio della casa in via dei Signori, in cui abitava l'aw. Pajer, La bomba non era esplosa.
Avuto sentore che la polizia sospettava di lui era riuscito a var­care il confine, per rifugiarsi in Bologna, ove morii, il 5 novembre 1897.
A Moisè Sacomani, direttore di II Goriziano, veniva intimato il bando, il 24 luglio; il giornale continuava le pubblicazioni sotto la direzione di Antonio Tabai.
.Una notte, dello stesso anno, la fontana del Nettuno in piazza Grande era stata addobbata di bandierine tricolori italiane. L'audace decoratore era stato Antonio Corgnolan detto Ciamarruzza.
Sua nipote, Angela Corgnolan, cosi mi raccontò quel fatto:
Mio zio Toni, che s'era rifugiato in Udine, veniva parecchie volte di nascosto nella sua città natale, per far visita alia madre.
In quelle occasioni, lasciava sempre qualche segno della sua presenza dietro di se.
Una mattina era stato trovato tutto il gruppo marmoreo della fontana, adorno di Incolori. 1! dire che proprio in piazza grande, a poca distanza, v'era la sede della poliziaI
La sera innanzi, venendo a piedi da Udine, come faceva sempre per prudenza, vestito da contadino, aveva incontrato in via Leoni, due guardie di polizia, che rispet­tosamente aveva salutate togliendosi il cappello.
Queste avevano bonariamente risposto al cortese saluto, non immaginando, neanche lontanamente, che sotto le mentite spoglie di quel semplicione si celasse il ricercato Corgnolan, imbottito di bandierine italiane.
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Un epigramma dal titolo: In seguito agli ultimi amori dell'autorità cittadina, con gli amici di casa ex CatineUi, che stranamente pronosti­cava l'ibrido connubio, che si sarebbe verificato negli anni venturi, fra liberali italiani e clericali slavi da una parte e fra clericali italiani e liberali alavi dall'altra, era stato largamente distribuito per la città, il giorno 9 giugno.
La casa dell'ex colonnello di S. M. Britannica Carlo de Catinelli, in via delle Monache, apparteneva allora al Circolo cattolico del