Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1943>   pagina <459>
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Gorizia ottocentesca, ecc. 459
Questo Bolza in miniatura Xc venudo a Capodistria Con ridea de farne tati Più tedeschi, dei todesebi.
Ma i Leoni de San Marco Che xè in piazza sul Palazo Ghe risponde sbufonandolo Marameo, Sor vis* de C...1
L'Isonzo, del 12 gennaio, veniva sequestrato per l'articolo inti­tolato: Sommo lutto italiano.
Da Udine era stato spiccato, a nome dei patriotti goriziani, il telegramma seguente:
Depretis Agostino, De Sanctis Francesco deputato, Principe Emanuele Ruspoli
sindaco, Cairoli Benedetto
Roma
I cittadini di Gorizia s'associano, profondamente commossi, al lutto generale d* Italia per la morte di quell'Augusto Re, alla cui lealtà la Nazione deve la sua indi­pendenza e la Bua unita.
Pregano la S. V. III.a a farsi interprete di questi sentimenti presso S. M. il Re Umberto.
II sindaco di Roma, principe Ruspoli, aveva così risposto:
Roma, 11 gennaio ore 15,45. Signore,
Rappresentanza di Roma è altamente onorata di sottomettere a S. M. il Re Um­berto l'espressione di condoglianza dei Cittadini di Gorizia da V. S. rimessa.
E. Ruspoli.
L'autorità politica di Gorizia sospettava che Giuseppe Brumali avesse trasmesso quel telegramma, ma non poteva venir in possesso delle prove.
Moltissime corone di fiori erano state mandate a Roma dalle pro­vince irredente. Fra queste spiccava quella di Trieste, dall'argentea alabarda in campo rosso, con la dedica: TRIESTE AL SUO RE.
Il mediatore Giacomo Liebman e l'agente di cambio Gustavo Tolen­tino, rei d'aver organizzato dimostrazioni d'italianità, per la morte del Re Galantuomo, dovevano venir condannati il primo a otto ed il secondo a quattro mesi di carcere duro inasprito.