Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1943
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Ranieri Mario Cossàr
Il dima politico goriziano, in quell'anno pieno di speranze, visto anche attraverso le lenti del procuratore di Stato Michele Urbancic, si presentava in questo modo.
Fin dal principio dell'anno, dai giornali del vicino Regno, era stata divulgata la notizia d'una prossima rettifica di confine e della conseguente cessione del territorio posto alla sponda destra dell'Isonzo, all'Italia. Tale cessione avrebbe dovuto avvenire in un futuro non molto lontano, in seguito alle trattative attivate fra i due Governi.
Queste voci avevano provocato, da parte di alcuni elementi, dimostrazioni a favore dell'Austria, avendo taluni Comuni, situati alla sponda destra dell'Isonzo, inviato alla presidenza dei ministri, per inoltro all'imperatore, indirizzi di fedeltà alla dinastia e all'impero.
Le sovrane risoluzioni, del 30 aprile e del 9 maggio, avevano autorizzato il ministro dell'interno a comunicare a quei Comuni che quelle voci erano da ascriversi unicamente a mene di singoli elementi esaltati e rivoluzionari della popolazione italiana. Erano poi destituite da ogni reale fondamento attesa la potenza della Monarchia ed il leale contegno del Regio Governo italiano nei riguardi internazionali quindi non potevano offrire il benché minimo motivo d'apprensione a quei fedelissimi sudditi.
Il 30 maggio aveva avuto luogo in Piedimonte del Calvario una dimostrazione, onde festeggiare quella comunicazione.
A questa ne era seguita ben presto un'altra, ma in senso del tutto ostile al Governo austriaco, allo scopo di far conoscere a chiunque che le aspirazioni delle popolazioni goriziane erano ben diverse, poiché le stesse non aspiravano ad altro che all'unione, e per sempre, all' Italia madre.
La mattina del 2 gimmo, Festa dello Statuto, veniva scorta sulla cuna più alta del Monte Calvario, ai cui piedi s'estende Piedimonte, una grande Bandiera tricolore italiana, issata la notte precedente. Sotto la stessa, era stata trovata l'epigrafe seguente:
Oggi n Giugno MDCCCLXXVTH Giorno solenne a tatti gli Italiani Il Comitato d'Azione Goriziano Affinchè contro vili imprecazioni
D'orde vigliacche e nemiche
Sia difeso e mantenuto immacolato
L'Onore Nazionale
Ordinò fosse inalberato su questa vetta
II Vessillo Tricolore
A protesta contro l'infamie
Dei nemici d* Italia.