Rassegna storica del Risorgimento

POTENZA ; PROCESSI
anno <1943>   pagina <464>
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Tommaso Pedio
Il rappresentante più eminente e più tristamente famoso fu Carmine Donatella più noto Botto il nome di Crocco; generale di Re Francesco II, aveva ai propri ordini due luogotenenti: Ninco Nanco, che si era dato al brigantaggio perchè, evaso dalle galere. era stato respinto dalle milizie insurrezionali, e Caruso, contadino di Atella, fattosi brigante per sfuggire ai soprusi della guardia nazionale.
Al grido di Vitto Francesco II e abbasso la Nazione, Crocco con i suoi nomini, in gran parte soldati sbandati, nell'aprile del 1861, solleva i contadini di Lagopesole e passa vittorioso a Rìpacandida, a Venosa, a Lavello, a Melfi, fino a quando, nell'autunno di quello stesso anno, viene respinto a Pescopagano e a Pietragalla. U
Di fronte al dilagare di quella massa che minacciava di intaccare la raggiunta unità italiana, sorgono comitati locali per sottoscrizioni di danaro e per reclutamento di volontari; forti contingenti di truppa con esperti generali e zelanti funzionari piemontesi vengono inviati nel Mezzogiorno d'Italia e soltanto attraverso sacrifici di vite e di so* stanze, eroismi ammirevoli di cittadini e di soldati la mala pianta potè essere estirpata.
Né i briganti furono da meno dei loro avversari; abbandonati a se stessi, distrutto quel partito filoborbonico che li aveva organizzati in sul principio e favoriti, costretti a rintanarsi nei boschi e sulle montagne, sostenuti soltanto dalle proprie donne, e dai propri compagni, resistono con fede ed entusiasmo alle truppe regie. Per sfuggire alle insidie continue tese loro dalla popolazione, atterrita da quanto si diceva sul loro conto ed avida dello taglie che pesavano sa ogni brigante, per sfuggire allo truppe regie, che non lascia­vano loro mai un istante di tregua, si macchiano di nuove colpe e di nuovi misfatti.
Sebbene il tradimento fosse la più infamante delle colpe per quegli nomini della montagna e dei boschi, sovente vi era colui H quale, per salvare se stesso, tradiva i propri compagni. Ed in tal modo caddero i maggiori esponenti di quel movimento che fu insieme economico, politico e sociale, e che attende ancora lo storico che lo illustri obbiettivamente senza lasciarsi suggestionare o influenzare da alcuna.passione e da alcun preconcetto
Potenza, ghigno 1942; TOMMASO PEDIO
SEZIONE DI ARCHIVIO DI STATO - POTENZA ATTI E PROCESSI DI VALORE STORICO 1* Serie (1783-1863)
1783
1. Sasso Castalda: Processo davanti la Corte baronale per il ferimento della nuova leva, Carmine Doti voi. 1.
veda anche LTJMBBOSO, U brigantaggio Politica e i Borboni di Napoli, in Ross. Star. J?r., XXVI (1937), fase. IV, p. 645 e seg.
*) Sul brigantaggio locano si veda DE PILATO, op. cit. (pp. 973-995) ed i lavori da lui citati*
Attraverso i processi riguardanti i tentativi di restaurazione borbonica e quelli riferentesi al brigantaggio, appare un nesso di unione esistente tra i borbonici e i bri­ganti. Sfugge tuttavia a coloro che si sono interessati sull'argomento, l'atteggiamento che assunse il brigantaggio noi paesi di Basilicata, sia per mascherare i propri misfatti, sia per sfuggire alle imposizioni del nuovo Governo, sia pure, come sono propenso a credere, a favorire la restaurazione borbonica da cui si speravano onori e gratitudine.