Rassegna storica del Risorgimento

POERIO CARLO
anno <1943>   pagina <486>
immagine non disponibile

486 Cina Bandirli
Frattanto il groppo omogeneo delle diciatto lettere, scrìtte tra il giugno e il set* terabre del 1860, che viene a costituirsi con la pubblicazione di queste nove non ancora conosciute *) ci consente già di valutare sufficicntemente l'attività e il pensiero del Poerio durante il crollo della Monarchia dei Borboni, ed è notevole per la migliore intelligenza degli eventi di quel periodo.
Ecco la prima lettera diretta al Saluzzo e che potrebbe apparire a prima vista quasi insignificante:
Cantera dei Deputali riserbatissima
Mio ottimo Amico Torino 16 Giugno 1860
Due righe in fretta per dirli che il solito Amico mi ha domandato or ora la mia opi­nione circa la moralità del Segretario dot Conte di Siracusa. Atteso gli antecedenti, de' quali già li parlai, dubito che qualche proposta sia stata fatta per mezzo di Fiorelli. Conviene dunque verificare la cosa, e stare all'erta.
Saluto caramente gli Amici e li abbraccio di cuore
tuo amicissimo Sig. Principe di Lequile2) Carlo Poerio
Firenze
Ma la data della lettera, la persona che ne è oggetto e l'accenno al e solito Amico conferiscono al documento un notevole rilievo.
Il Segretario del Conte di Siracusa, zio di re Ferdinando II e cognato del Principe di Carignano, è, come ben si sa, l'archeologo Giuseppe Fiorelli: a) questi, dopo aver
1) Gli autografi sono presso di me, tranne quello della lettera del 20 luglio che fa parte della pregevole collezione del conte dott. Francesco Pollati, al quale esprimo la mia gratitudine per il cortese permesso di pubblicarla.
2) Gioacchino Saluzzo, Principe di Lequile, nato a Napoli verso il 1812, senatore del Regno dal 1861, morto il 10 maggio 1874. Vedi sua commemorazione al Senato del presidente Torrearsa nella tornata del 27 maggio 1874, dalla quale è tratto il cenno biografico del SARTI (Il Parlamento ecc., ediz. del 1890, p. 840). Vedi anche GALANI, Il Primo Parlamento del Regno Italico, Milano, 1860, III, p. 896. Fu in Toscana uno dei principali esponenti degli emigrati napoletani. Vi si rifugiò dopo essere fuggito da Napoli nel 1849, con Bertrando Spaventa e col Principe di Strangoli, per sottrarsi all'arresto, e dopo che riuscì vano il tentativo di ottenere il permesso di recarsi in Pie­monte (cfr. S. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861, Bari, 1923, pp. 70-71 e MAZZIOTTI, Reazione borbonica, S. E; IX-A., 1912, p. 312) Silvio Spaventa non sembrava far molto conto delle sue qualità politiche (ibid., p. 337). Si imbarcò da Livorno il 25 luglio per Napoli dove fu tra i dirigenti della parte liberale e tra i redattori del Corriere d'Italia (cfr. D'AYALA, Memorie, Torino, 1886, pp. 294-296). Fu in corrispondenza con Re Vittorio per il tramite del generale Solaroli e; il '9-.ottobre fu dal prodittatorc Pallavicino nominato soprintendente generale di Casa Reale.
3) Pel Fiorelli (1823-1896), senatore del Regno dal 1865, vedi Fosco in Diziona­rio Storica del Risorgimento* 11, pp. 9495. Dal 1853 divenne segretario privato del Conte di Siracusa. Per i tatti rapporti con lui vedi le Memorie di un Archeologo dì FEUCJK BARNABKI in Nuova Antologia 16 luglio16 settembre 1933 e più specialmente le pa­gine 403412 nel fascicolo del 1 agosto e gli Appunti autobiografici dello stesso Fio­relli, pubblicati (Roma, 1939) dal nipote Alberto Avena, Purtroppo in questi Appunti il Fiorelli ha dedicato al 1860 soltanto poche righe, ma l'Avena ha inserito nel volti* metto alcune importanti lettere scritte dal Conte al Fiorelli in quell'anno.