Rassegna storica del Risorgimento
POERIO CARLO
anno
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1943
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pagina
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491
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Mentre un regno finiva, ecc. 491
compagno di catena, esortando i napoletani ad essere degni figli d'Italia e concorrere alla grandezza della medesima volendo non solo la bandiera una, ma la unità della Nazione, governata da una libertà e da un solo pensiero aggiungeva: Le lettere di Poerio ai suoi elettori di Livorno e-di Arezzo siano di guida al concetto.
Tali lettere, indicate come una norma agli italiani del Mezzogiorno, erano nettamente unitarie.
Si dovrà pur ammettere che l'unitario Poerio, il Quale scriveva al De Simone come abbiamo visto, non avrebbe contemporaneamente mantenuto stretti e fiduciosissimi contatti col Conte di Cavour se non fosse stato sicuro del vero stato delle cose a Torino: se, cioè, non avesse avuto la certezza che Cavour lavorava al conseguimento del suo stesso scopo, nonostante le opposizioni e le diffidenze che proprio in quei giorni avevano perfino fatto espellere dalla Sicilia e in qual modo! il La Farina.
Di ben minore importanza politica è la breve lettera scritta tre giorni dopo dal Poerio al Sa!uzzo: non però priva totalmente di interesse in quanto sta a dimostrare come il Governo piemontese si adoperasse ad agevolare, d'accordo col Poerio e col Pisaurlli, il ritorno degli emigrati a Napoli e si prestasse anche a coprirli con l'usbergo di una cittadinanza sarda concessa a tamburo battente, giungendo perfino a deferire l'incarico di ricevere il giuramento al ministro piemontese a Napoli Marchese di Villa-marina il quale doveva valersi anche degli esuli rimpatriati per minare, secondo le istruzioni del sito grande Capo (destando scandalo nell'animo del probo d'Azeglio!)
il trono presso il quale era accreditato.
Torino 16 Luglio 1860 Mio caro Lequih
Ti scrivo dal locale Ministero, dopo aver parlato col Sig. Conte Borromeo in assenza del Cav. Farini. 2)
Il Ì3,,giorno della partenza di Pisanelli, fui lieto di subentrare al suo incarico [di ottenere la cittadinanza sarda]; ma non prima di questo momento ho potuto avere il Decreto Reale munito di tutti gli adempimenti.
Col sutlodato Sig. Conte abbiamo fissato che presteresti il giuramento in Napoli presso Viilamarina. Per non perder tempo ho fatto a tal uopo la domanda in tuo nome.
Auguro buon viaggio a te ed a* comuni Amici e ti abbraccio di cuore
tuo amicissimo Carlo Poerio
P. S. - Domani sarò con Sforza 3) a Milano per far visita ad Azeglio ed a Manzoni. Ma la mia assenza sarà di due soli giorni: scrivimi sempre qui.
Sig. Principe di Lequile Firenze
i) In PIKO.NTI. cit. Nuovo Antologia 16 gennaio 1912, pp. 321322.
2) Luigi Carlo Farmi, ministro dell'interno nel Gabinetto Cavour dal 24 marzo 1860.
3) H duco Lorenzo Sforza-Cesarini (1807-1066) patriotta ed esule romano, allora deputato al Parlamento Subalpino (VII Legislatura) per Arcidoaao, poi senatore dal 1861. La intimità de! suoi rapporti, che datavano fin dal 1847, coll'Azeglio 6 documentata dai t'accenno in Miei Ricordi* II, 89 e, ancor pia, dalle lotterò pubblicate dal figlio Francesco Sforza-Cesarmi hi Scritti postumi di Massimo d'Azeglio: Lettere al duca Lorenzo Sfarzn-Cesarini, Roma, Tip, Sociale, 1881. Per il cenno biografico vedi SARTX, < p. 788 e MICHEL in Dizionario Storico del Risorgimento, 1.V, p. 278.