Rassegna storica del Risorgimento

POERIO CARLO
anno <1943>   pagina <492>
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Gino Bandirli
La quinta lettera, scritta il 20 luglio parimente al Saluzzo che si trovava già a Livorno in attesa di imbarcarsi per Napoli* ci offre una notizia nuova e veramente gustosa; quella che il Manna, *) uno dei due plenipotenziari inviati dal Borbone a negoziare l'alleanza col Piemonte, appena giunto a Torino aveva sentito il bisogno di recarsi a conferire col Poerio. Nonostante l'antica colleganza di quando erano stati ambedue ministri di Ferdinando II nel 1848, e pur tenendo conto dell'amicizia fami­liare che li univa, appare veramente significativo che rinviato straordinario del Re di Napoli si recasse a visitare ed interpellare quel Poerio che appena tre settimane prima aveva alla Camera Subalpina bollato con cosi roventi parole il Governo del quale il Manna faceva parte e che veniva a rappresentare a Torino. 2)
Tanno 20 luglio 1860 Mio carissimo Gioacchino,
Ti confermo che il Ministero ha scrìtto già a Villamarìnu, e gli ha dato facoltà di ricevere il tuo giuramento.
Questa lettera ti sarà recata dal nostro ottimo Corrano, s) che ti dirà a voce tutte le novità di questi giorni.
Manna fu a vedermi, ma non mi trovò. Ieri fai a rendergli la visita. Le nostre vedute,
come puoi bene immaginare, sono diversissime. Egli ha tanta ingenuità da sperare tutta"
via né1 Borboni. Del resto sempre galantuomo, e forse futura vittima della loro perfidia.
Ti abbraccio col carissimo de Simone e sono per la vita
tuo aff.mo Amico vero Carlo Poerio Sign. Principe di Lequile Livorno
Ben più importanti le lettere successive la sesta, settima ed ottava per lumeggiare sempre meglio Patteggiamento del Poerio di fronte alla preparazione del moto napoletano e, poi* alla situazione creata dalla fuga del Borbone e dalla entrata a Napoli del Dittatore vittorioso.
i) Giovanni Manna (1813-1865), ministro di Ferdinando II nel 1848 e di Fran­cesco linei 1860, e alla fine dello stesso 1860 nominato professore di diritto ammini­strativo nella Università di Napoli, poi senatore del Regno dal 1862. Anche il MAS-SABI, Segno di Vittorio Emanuele Li, voi. II, p. 114, lo definisce un onesto liberale. Pel cenno biografico v. CARPI, Il Risorgimento Italiano, Biografie, II, pp. 150-186 e SESTA in Enciel. hai., XXII, p. 135.
a) Nel discorso del 29 giugno il Poerio aveva detto: Il Governo di Napoli, ini­quamente e codardamente operando, cangia ora politica, e concluso cosi: H Governo del Re Sabaudo non pud stringere alleanza col Governo più fedifrago della terra, col nemico più dichiarato d'Italia, con un Re che giura soltanto per poter spergiurare.
3) Il generalo Francesco Cattano (1815-1890), deputato di Codogno per la VII Legislatura, Capo di S. M. di Garibaldi nel 1859, autore di noti scritti di Storia del Risorgimento* Di quanto egli operò a Napoli nell'agosto del 1860 parlano il Persane, il De Cesare, il Nisco, Il D'Avola. II SABTI, cit. p. 231 uè mensdona appena il nome e molto deficiente è II cenno biografico dedicatogli dal CESARI in Dizionario Storico del Risorgimento, II, p, 571.