Rassegna storica del Risorgimento
POERIO CARLO
anno
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1943
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pagina
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498
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498
Gino Bandirli
avuti con Ribotti 0 e con ViscontiVenosta, i quali sono giunti jeri, e mi hanno recato lettere degVll corrente.
L'abbietto e schifóso Liborio Romano s) è la prima radice di tante vergogne accumulate in poco tempo sul nostro misero paese, quasirhè le antiche non fossero sufficienti. Dovunque si è estesa la sua malefica influenza, ogni vigore dell'animo è stato annullato. La lontana Calabria, se né potuta sottrarre, ed è stata sua grande ventura, poìcìiè in tal modo la sua nativa generosità non è 'venuta meno. Il suo piano è stato questo: sconvolgere ogni cosa; ingannare tutt'i partiti; persuadere il paese che il far da sé sarebbe stala un'offesa diretta contro Garibaldi; rendersi necessario a fona d'intrighi; stare daprima co* rossi, e nel momento supremo proporre al potere i moderati, dopo aver loro fatta perdere quella riputazione necessaria per governare veramente; infine sotto il pretesto di adorare Garibaldi, annullare interamente il paese, e poterlo maneggiare agevolmente secondo i suoi fini. Egli, mostrando di non aver volontà in faccia a* suoi patroni, effettivamente é il sólo napoletano che eserciti una influenza. Gli altri Ministri 3) non sorto che comparse; non hanno programma; non si sono intesi né col Dittatore, né tra loro; ciascuno pensa al suo dicastero e si occupa delle minuzie non potendo occuparsi delle cose principali, e molto meno di politica generale, che è tutta riserbata al Gabinetto del Dittatore, ossia al Bertoni e consorti che dispongono a loro talento di ogni cosa. Ne escludo il Cosenz, che avendo una personalità propria, fa i più virili sforzi per riordinare in qualche modo l'esercito, ma con pochissimo frutto, poiché il Sinedrio mazziniano che ha in sommo spregio gli eserciti stanziali e giura di cacciare il Tedesco d'Italia a furia di popolo, ha fatto rimandare a casa non solo i soldati senza neppur curare che le armi non andassero disperse, ma eziandio i marinai, cosicché Persane non ha potuto armare che la sola Saetta di tutta la nostra bella flotta. Gli altri legni stanno a marcire nel porto, ed i nostri ufficiali di Marina che agognavano di farsi onore nelle acque di Ancona, sono ridotti a passeggiare mestamente per Toledo. Di pronta annessione non si osa fiatare neppure dopo che dal Gabinetto del
1) È il noto patriotta nizzardo Ignazio Ribotti (1809-1865) al quale Cavour aveva pensato nell'aprile del 1860 per inviarlo in soccorso della rivoluzione siciliana prima della Spedizione dei Mille. Fu lui che alla fine di agosto del 1860, insieme col Salnzzo, fece il tentativo di impadronirsi di Castel Sant'Elmo. Cfr. DB CESAKE, cit., II, p. 367, il quale per altro Io chiama Ribotty e indica la data errata del 2 agosto, e il Diario del Persano ai giorni 25, 27 e 30 agosto.
2) Eppure il Poerio che faceva del Romano così aspro giudizio dovè poi tollerare di averlo anche collega nel Consiglio della Luogotenenza del Principe di Carignano nel successivo gennaio. L'invettiva del Poerio spiega la interpellanza del Massari alla Camera nel marzo 1861 della quale si dolgono taluni biografi del Romauo. Cfr. MARTI, L.R. eia caduta dei Borboni, Lecce, 1909, p. 93 e PALOMBO, Don L.R. ei suoi tempi, p. 25 delPEKtr. da Riv. Star. Saloni ina VI, I, Lecce 1909. Non è qui il luogo di giudicate la condotta del Romano, della quale, ad ogni modo, egli non si sentì il coraggio di assumere nelle Memorie l'aperta responsabilità.
*) Si è incorsi spesso in qualche errorenell'indicare i nomi del ministri nelle prime settimane della Dittatura, soprattutto per la confusione derivata dalla duplice qualifica di ministri e di direttoli. Il primo decreto dittatoriale del 7 settembre confermava Liborio Romano al *uo posto nel Ministero dell'Interno, incaricava il generale Cosenz Giuseppe Pisanelli rispettivamente del Dipartimenti della Guerra e della Giustizia, confermava a direttori, rispettivamente delle Finanze e dell'Interno, Carlo De Cesare e Michele Giucchi, nominavo rispettivamente direttori di Polizia e del Dipartimento della Guerra Povv. Arditi e ti lenente colonnellod e Sanget. Quindi Dipartimenti dell'Interno e della Guerra avevano sia il ministro aia 11 direttore. Col decreto dell'8 settembre